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Secondo le stime elaborate dall’Ufficio studi della CGIA, la tredicesima mensilità di stipendio verrà pagata a 35,7 milioni di italiani che, al netto delle imposte, riceveranno 44,8 miliardi di euro. Sorride anche il fisco, che sempre secondo la CGIA, beneficerà di 14,5 miliardi di gettito Irpef.
Le diseguaglianze tra Nord e Sud passano anche attraverso gli stipendi. La conferma arriva dall’ultima analisi dalla CGIA Mestre che, sulla base dei dati Istat e Inps, ha evidenziato nei salari annuali un gap medio del 35%.
Complice l’aumento dei prezzi, nel 2023 il reddito disponibile reale lordo delle famiglie italiane ha subito una flessione, attestandosi oltre sei punti al di sotto di quello del 2008 (pari a 100). In vista della Legge di Bilancio, cresce pressing sull’adozione di misure adeguate a sostegno dei salari danneggiati dall’inflazione.
Secondo fonti parlamentari, l’esecutivo starebbe lavorando a una rimodulazione della soglia di esenzione dei fringe in vista della prossima Legge di bilancio. Al vaglio criteri differenti rispetto a quelli in vigore. Ecco cosa potrebbe cambiare
Da inizio anno ci sono stati 490mila occupati in più, 56mila solo tra giugno e luglio
Quest’estate sono stati annunciati licenziamenti in aziende di diversi settori: ecco quali.
Il Politecnico di Milano e l’Università Commerciale Luigi Bocconi offrono maggiori prospettive di guadagno.
Così quanto rileva l’Oecd Employment Outlook 2024 dell’Ocse.
Se fino a un anno fa le aziende erano chiamate ad affrontare il fenomeno della great resignation, vale a dire l’aumento eccezionale del numero di lavoratori che volontariamente lasciano il proprio posto di lavoro, ora il trend sembra aver decisamente cambiato rotta.
I dati della dodicesima edizione dello “Studio sui compensi dei Consigli di Amministrazione delle società appartenenti all’Indice FTSE MIB” di Mercer.