Geopolitica pagina 76
Si parla del possibile coinvolgimento di quasi 100 mila uomini, ma il Cremlino per ora nega.
L’ultima indagine RiskMonitor di Allianz Global Investors ha rilevato che per il 44% dei 755 investitori istituzionali intervistati i fattori geopolitici rappresentano un serio rischio per la performance degli investimenti.
Un flusso di armi finalizzato a dare manforte ai gruppi anti-Isis attivi in Siria: proviene dall’Europa dell’Est ed è a spese del Pentagono. Lo ha documentato il gruppo di giornalisti indipendente Balkaninsight. Dal 2015 sarebbero 700 i milioni di dollari destinati ai ribelli, secondo le stime. I dati, che provengono dai database pubblici federali, prevedono
Vladimir Putin è pronto a candidarsi per un altro mandato presidenziale.È quanto scrive il quotidiano Kommersant citando proprie fonti, che confermano le ipotesi degli esperti secondo cui il leader del Cremlino al momento non ha alcuna intenzione di lasciare il potere.Secondo il giornale russo, la candidatura sarà annunciata ufficialmente a novembre, quindi quattro mesi prima del
La Norvegia chiamata alle urne ha confermato come premier la leader dei conservatori Solberg
Aumenta la tensione in vista di nuovi sanzioni dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Uniti in calendario oggi.
A scriverlo un quotidiano vicino al presidente che auspica che il prossimo autunno sia lì’ultimo per Putin al governo. Ma cosa c’è dietro?
La Corea del Sud vigila con grande attenzione sul Nord sull’ipotesi che già domani, anniversario della fondazione dello Stato, possa esserci un altro lancio di missile balistico intercontinentale.Lo ha confermato il portavoce del ministero dell’Unificazione, Eugene Lee, specificando che altre intemperanze potrebbero maturare nel weekend o intorno al 10 ottobre, giorno della nascita del Partito dei
La rottura tra Barcellona e Madrid è ormai giunta ad un punto di non ritorno e il governo conservatore di Mariano Rajoy è stato criticato per aver lasciato che la situazione degenerasse
La Cina è d’accordo con Consiglio di sicurezza dell‘Onu nel considerare nuove misure nei confronti della Corea del Nord. Lo ha detto il ministro degli Esteri di Pechino, Wang Yi, parlando coi giornalisti. Il ministro ha sottolineato che le sanzioni rappresentano solo metà della soluzione e che devono essere combinate con dialogo e negoziazioni.