Brexit pagina 117
Il 67% degli intervistati vorrebbe un cambiamento politico. Merkel si è candidata alle elezioni federali nella speranza di ottenere un quarto mandato consecutivo.
Lo ha sottolineato il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem in audizione davanti alla commissione affari economici dell’Europarlamento.
La posta in palio è enorme: se il governo vince, May potrebbe far scattare l’articolo 50 nel 2017 come promesso. Altrimenti aula potrebbe bloccare tutto.
Il PIL è cresciuto dello 0,5% nel terzo trimestre del 2016 in linea con le stime. A dare il contributo maggiore alla crescita il commercio.
Si sono deteriorati, forse irrimediabilmente, i rapporti con il segretario degli Esteri Boris Johnson e con il ministro della Brexit David Davis.
Troppe variabili minano la stabilita’ dei mercati. Fuga dei capitali.
Dopo l’esito del referendum sulla Brexit, il debito del Regno Unito è visto salire ai livelli più alti dal 1964. L’ufficio del Bilancio inglese stima che l’addio del Regno Unito all’Unione Europea ridurrà la crescita economica del paese e farà crescere il debito pubblico su livelli storici. L’incertezza legata alla Brexit costerà 2,4 punti percentuali
Boris Johnson prima, con le minacce all’Italia sullo stop agli acquisti di prosecco, e David Davis poi, svelano i piani del Regno Unito nei negoziati che partono l’anno prossimo.
Nel Regno Unito il tasso di disocccupazione relativo ai tre mesi terminati a settembre è sceso al 4,8% dal 4,9% del mese precedente, attestandosi al nuovo minimo in 11 anni. Tuttavia, il numero di persone che hanno fatto richiesta per ricevere i sussidi di disoccupazione è balzato più delle attese, salendo a ottobre di 9.800
Intanto, da un documento riservato pubblicato oggi sul Times risulterebbe che il governo britannico non ha ancora trovato una strategia comune per la Brexit.