Brexit, Londra vuole restare nel mercato comune europeo

22 Novembre 2016, di Daniele Chicca

Nonostante l’addio all’Unione Europea sancito dal voto del 23 giugno sulla Brexit, il Regno Unito vuole rimanere nel mercato comune europeo. Lo ha riferito a un parlamentare Ue il ministro britannico David Davis.

Sarebbe dunque uno dei punti di partenza dei negoziati tra Londra e Bruxelles su come gestire i rapporti commerciali e diplomatici tra le due forze europee una volta che il Regno Unito non farà ufficialmente più parte del blocco Ue.

Davis, nominato dalla premier Theresa May a capo del Dipartimento appena formato per l’Uscita dall’Unione Europea (DexEU), ha rivelato le intenzioni del governo britannico in un incontro con il tedesco Manfred Weber.

Parlando ai giornalisti dopo il faccia a faccia con Davis oggi, Weber ha candidamente ammesso che per quanto concerne l’economia Downing Street “vuole rimanere nel mercato comune”. Anche la giornalista della BBC Laura Kuenssberg ha confermato tutto in un Tweet: “il leader del gruppo parlamentare più grande della Ue dice che David Davis gli ha detto che il governo inglese vuole rimanere nel mercato comune”.

Con o senza volerlo, Davis ha offerto un’interessante indicazione – che probabilmente doveva rimanere riservata – sulla posizione che Londra vuole tenere nelle trattative sulla Brexit. Il Segretario britannico degli Esteri Boris Johnson aveva fatto accenno a una simile presa di posizione in un confronto acceso con il ministro italiano dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.

Johnson aveva minacciato l’Italia dicendo che se Londra esce dal mercato comune i cittadini britannici non compreranno più Prosecco. Calenda ha ribattuto a tono sottolineando come 28 paesi non avrebbero però più comprato Fish & Chips, ponendo l’accento sul fatto che a perderci sarebbe soprattutto il Regno Unito.

Secondo quanto riferito da Calenda a Bloomberg Tv Johnson ha dichiarato di non volere la libera circolazione delle persone, ma di volere invece il mercato unico. I leader Ue hanno già fatto sapere che Londra, che prima quando faceva parte dell’Ue godeva già di un trattamento di favore, non potrà ottenere l’accesso al mercato europeo comune se non garantirà la libera circolazione delle persone come prevedono i trattati. Il mercato comune si basa su quattro libertà principali: la libera circolazione delle persone, dei servizi, delle merci e dei capitali.

Weber è il leader del gruppo parlamentare europeo del Partito Popolare Europeo, una coalizione di centro destra molto influente nelle aule dell’organo legislativo eletto direttamente dai cittadini. Un portavoce del gabinetto ingles2e DexEU ha riferito a Business Insider che Davis intendeva riferirsi al desiderio di usufruire di “un accesso il più libero possibile” al mercato comune e non necessariamente rimanerci a far parte.

Davis, esponente del partito conservatore al governo (i Tory) si trovava a Strasburgo per discutere con i funzionari Ue dell’abbandono di Londra dal blocco a 28. Weber e il capo dei negoziati sulla Brexit per il Parlamento europeo, Guy Verhofstadt, erano entrambi presenti.

Finora la primo ministro May non ha mai voluto svelare i dettagli della strategia negoziale del Regno Unito. La leader inglese si è limitata a dire che non avrebbe fatto commenti sulla questione prima dell’avvio ufficiale dei negoziati l’anno prossimo.