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Quotazione oro

L’oro è il metallo prezioso per eccellenza, utilizzato sin dall’antichità come mezzo di scambio.

È la colonna portante intorno alla quale è stato eretto il sistema aureo, struttura economica in cui la base monetaria è data da una quantità prestabilita di oro. L’utilizzo diretto dell’oro come moneta è ormai caduto in disuso tuttavia, per molto tempo, è stato possibile ancora richiedere la piena o parziale conversione della cartamoneta in oro in quello che veniva denominato gold standard. Nel 1944, con gli accordi di Bretton Woods, gli USA dicono addio al sistema aureo e pongono le basi per l’attuale sistema fluttuante.

La quotazione dell’oro -così come avviene anche per gli altri metalli preziosi- viene stimata al grammo o all’oncia troy, secondo il sistema imperiale britannico. Nel caso in cui si trovi in lega con altri metalli si valuta, oltre al valore del metallo accessorio, il suo grado di purezza: in questo caso l’unità di misura è chiamata carato (K). L’oro puro corrisponde a 24K, tuttavia quello utilizzato in gioielleria non supera mai i 18K in quanto un grado superiore di purezza non lo renderebbe modellabile.

Nonostante il prezzo dell’oro sia fissato dai mercati, la Borsa di Londra -sin dal 1919- effettua quotidianamente l’operazione denominata fixing, stabilendo due volte al giorno (alle 10.30 e alle 15.00, GMT) un prezzo di riferimento.

Fino al 2014 il prezzo dell’oro veniva fissato da The Club of Five, ovvero dalle cinque banche più importanti al mondo per lo scambio dell’oro (Barclays Bank, Deutsche Bank, Bank of Nova Scotia Mocatta, Société Générale e HSBC Bank USA), attualmente il fixing è gestito dalla Ice Benchmark Administration (Iba).

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