Date diverse tra Poste e banche per l’accredito delle pensioni di maggio 2026: ecco quando vengono pagate e cosa sapere sul cedolino.
L’INPS è l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, e rappresenta, a oggi, il principale ente previdenziale statale in Italia.Statuto
Lo statuto dell’Ente prevede che a esso siano obbligatoriamente iscritti tutti i lavoratori dipendenti (pubblici o privati che siano) e i lavoratori autonomi per i quali non esiste una cassa previdenziale dedicata.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è preposto alla vigilanza sull’operato dell’INPS.
Si tratta di un’Istituzione che ha subito nel corso dei sui 70 e più anni di vita numerose riforme ma opera, comunque, secondo due precisi modelli:
Quest’ultimo prevede a sua volta diverse gestioni a seconda della categoria (artigiani, commercianti, …).
Le riforme più corpose e importanti sono datate 1992, quando si decise di fermare in qualche modo la bolla previdenziale esplosa a seguito delle riforme degli anni ’70: in particolare sono stati rivisti al ribasso gli assegni delle cosiddette baby pensioni, delle pensioni di anzianità e anche quelle gonfiate.
Altra importante riforma fu quella del 1995 che ha visto l’introduzione della gestione separata, dedicata ai lavoratori autonomi e ai parasubordinati, categoria alla quale apparterranno più in là negli anni i CoCoPro e i possessori di contratti a progetto.
Gli assegni che l’INPS eroga derivano per circa il 70% del totale dai contributi obbligatori che i lavoratori, direttamente o tramite sostituti di imposta, versano alle casse dell’Ente stesso.
Con il Decreto Salva Italia del 2011 vennero incorporate anche le pensioni INPDAP ed ENPALS e si continua la il passaggio dal modello previdenziale corporativo al modello previdenziale universale iniziato con la riforma Dini.
Presidente dell’INPS dal 24 dicembre 2014 è l’economista Tito Boeri.
Le circolari dell’INPS e le guide complete per fruire al meglio dei servizi dell’Ente, leggi le notizie e gli approfondimenti di Wall Street Italia.
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Aprile 2026 si configura quindi come un mese di transizione: da un lato la stabilità del calendario dei pagamenti, dall’altro una fase di assestamento degli importi dopo gli adeguamenti e le anomalie registrate nei mesi precedenti.
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Gli accrediti scatteranno dal 1° ottobre, mentre il ritiro in contanti sarà scaglionato fino al 7 secondo l’ordine alfabetico. Intanto, dal prossimo anno gli assegni saranno rivalutati con un aumento legato all’inflazione, pieno per le pensioni più basse e ridotto per quelle più alte.
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