Ad aprile 2026 il pagamento delle pensioni arriva senza sorprese sul calendario, ma con possibili variazioni sull’importo. È questo il doppio binario su cui si muove il nuovo cedolino elaborato dall’INPS: da un lato una data certa e senza slittamenti, dall’altro una serie di fattori che possono incidere — anche in modo significativo — sulla cifra finale percepita dai pensionati.
Quando vengono pagate le pensioni di aprile 2026
Il versamento delle pensioni partirà da mercoledì 1° aprile 2026. Si tratta del primo giorno bancabile del mese, condizione che consente di evitare ritardi legati a festività o fine settimana. Chi riceve l’accredito su conto corrente bancario o postale vedrà quindi l’importo disponibile già da quella data. Diverso il discorso per chi ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali. In questo caso, pur non essendoci un obbligo formale, viene consigliata una turnazione basata sull’iniziale del cognome per evitare code e assembramenti. Il calendario suggerito è il seguente:
- 1° aprile: cognomi A-B
- 2 aprile: C-D
- 3 aprile: E-K
- 4 aprile: L-O
- 7 aprile: P-R
- 8 aprile: S-Z
Resta inoltre una regola importante: il pagamento in contanti è consentito solo per importi fino a 1.000 euro netti. Oltre questa soglia, è necessario utilizzare strumenti tracciabili, come conto corrente o carte abilitate.
Assegni pensione: perché l’importo può essere più basso
Il punto centrale, però, non è la data ma l’importo. Molti pensionati potrebbero infatti notare una cifra inferiore rispetto a quella ricevuta a marzo. Questo non significa necessariamente un taglio strutturale, ma piuttosto la combinazione di diversi elementi. Il primo riguarda la fine degli arretrati. Nel mese di marzo, alcuni beneficiari avevano ricevuto somme aggiuntive legate ai primi mesi dell’anno, che avevano temporaneamente aumentato il totale. Ad aprile, invece, torna solo la quota ordinaria: l’assenza di queste voci extra fa apparire il cedolino più leggero.
A questo si aggiunge il peso delle addizionali regionali e comunali IRPEF. Queste trattenute vengono distribuite su più mesi, generalmente fino a novembre, e incidono progressivamente sull’importo netto.
Il ricalcolo e il recupero delle somme
Un altro fattore da considerare è il ricalcolo tecnico avviato dall’INPS. L’istituto ha infatti individuato un errore nei conteggi fiscali del 2025 che ha coinvolto circa 15 mila pensionati. In pratica, a una fascia di contribuenti con redditi tra 20 e 40 mila euro è stata applicata una detrazione non dovuta, riservata ai lavoratori dipendenti ancora in attività. Questo errore ha portato a erogazioni superiori al dovuto, con differenze accumulate che in alcuni casi si avvicinano ai mille euro. Con i controlli effettuati in vista della Certificazione Unica, l’anomalia è emersa e ha reso necessario il recupero delle somme.
Come avviene la restituzione? Attraverso trattenute dirette sul cedolino pensione. Tuttavia, per evitare un impatto troppo pesante, il recupero può essere rateizzato automaticamente su più mesi, soprattutto nei casi di assegni più bassi.
Gli elementi positivi: rivalutazione e taglio IRPEF
Non tutto, però, va nella direzione di una riduzione. Gli assegni continuano a beneficiare della rivalutazione annua pari all’1,4%, introdotta per adeguare le pensioni al costo della vita. Questo incremento resta attivo anche nel mese di aprile. Inoltre, per alcuni pensionati si fa sentire ancora l’effetto della riduzione dell’aliquota IRPEF, passata dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28 e 50 mila euro. Un intervento che ha alleggerito il carico fiscale, contribuendo ad aumentare il netto percepito.
Il cedolino come strumento fondamentale
In un contesto così articolato, non esiste una risposta unica valida per tutti. L’importo della pensione può variare sensibilmente da persona a persona, a seconda della combinazione tra aumenti, trattenute, conguagli e eventuali recuperi. Per questo motivo, il modo più efficace per evitare sorprese è controllare in anticipo il cedolino disponibile nell’area personale del sito INPS. Qui è possibile verificare nel dettaglio tutte le voci: importo lordo, netto, addizionali, trattenute fiscali e eventuali recuperi.