TREMONTI: “LA SITUAZIONE E’ SERIA E MINACCIA LA STABILITA’ DELL’EURO”

6 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

“La situazione della Grecia e’ molto seria”. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ripercorre passo passo le varie fasi che hanno portato alla difficile situazione che vive la Grecia, a rischio default, e nel suo intervento in Aula alla Camera parla di ”profondi squilibri economici e finanziari” alla base della crisi, ”squilibri pubblici e privati che si sono accumulati nel tempo per colpevole convenienza e inerzia”. A tutto cio’ si e’ aggiunta ”la speculazione” che ”ha amplificato gli squilibri, minacciando la stabilita’ della Grecia e dell’intera area dell’euro”.

Intanto proprio mentre parlava alla Camera il ministro dell’Economia, la Borsa di Milano e’ stata investita da una valanga di vendite, trainata al ribasso da tutte banche (vednute a piene mani dopo l’annuncio di Moody’s) e da Telecom. A circa un’ora dalla chiusura, l’indice Ftse Mib ha toccato un minimo di -5,83% a 19.166 punti, per poi chiudere a -4,27% a quota 19.484. A picco il settore bancario (si segnalano cali del 10% sul finale di seduta). Intesa Sanpaolo ed Unicredit sono state rinviate per eccesso di ribasso, con perdite superiori all 10%. Male anche Mediobanca, Ubi Banca, Bca Pop Milano e Mps. In Europa lo stoxx di settore arretra di oltre il 5%.

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Quella che ha colpito la Grecia ”non e’ una seconda crisi arrivata” dopo quella partita dagli Usa. ”E’ solo la stessa crisi che e’ continuata e si e’ trasformata, passando dai debiti privati ai debiti publbici e scalandosi su scala globale”. Con questa considerazione il Ministro dell’economia, Giulio Tremonti, ha terminato il suo intervento in Aula alla Camera. E ha messo in guardia: ”Nessuno e’ immune dai rischi”. Il Ministro ha ricordato come in Europa siano rimasti i confini politici ma ”unificando lo spazio monetario sono stati rimossi tutti i confini economici. E cosi’ ci sono travasi tra debiti, deficit e default delle banche e degli Stati”. Questo non significa che ”responsabilita’ passate e doveri attuali siano uguali da banca a banca, e da Stato a Stato. I doveri degli Stati in crisi sono e devono restare assoluti. Ma ormai la responsabilita’ e’ di tutti. Rimossi ex ante i confini economici, non si possono piu’ far valere i confini politici. Nessuno e’ immune da rischi perche’ passeggero con biglietto di prima classe. L’estensione della crisi e’ sistemica e la soluzione puo’ essere solo comune e politica”.

Il decreto che domani il governo varera’ a sostegno della Grecia vale 18,4 miliardi in tre anni, di cui 5,5 miliardi nella prima fase. Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, illustrando in Aula alla Camera il provvedimento che e’ all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri. I 18,4 miliardi rappresentano la quota italiana degli 80 miliardi complessivi, previsti nel piano di aiuti approvato dall’Eurogruppo, a cui dovranno provvedere i paesi della moneta unica. Il Fondo Monetario interverra’ con 30 miliardi. Si arriva cosi’ alla cifra totale del piano di aiuti di 110 miliardi. Il decreto legge ”ci consente di intervenire in modo flessibile, con emissioni a medio/lungo termine e anticipazioni di tesoreria. Tratandosi di un prestito – ha aggiunto il ministro – l’intervento non avra’ effetti sul deficit ma sul debito, di cui pero’ si terra’ conto nettizzandolo nel quadro del patto di stabilita”’

“Siamo ‘in parete’, ma i conti pubblici sono sotto controllo e la situazione italiana è molto migliore di quella degli altri Paesi”. E’ quanto avrebbe detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, conversando con una decina di deputati del Pdl a Montecitorio, secondo quanto riferito da alcuni presenti, dopo l’annuncio sul rischio contagio per le banche italiane annunciato da Moody’s. “All’estero – ha sottolineato Tremonti, sempre secondo le stesse fonti – guardano con molti apprezzamento a quello che si sta facendo in Italia”.

E’ “assolutamente infondato” il rapporto di Moody’s che avverte il rischio di contagio della crisi greca alle banche italiane. Lo sostiene il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, a margine della presentazione del Rapporto 2010 di Unioncamere. Per Sacconi sono “semmai le banche di altri Paesi europei che hanno in pancia titoli della Grecia. Ma piu’ in generale – sottolinea – credo che l’azione che l’Unione europea e il Fondo monetario internazionale hanno avviato abbia creato condizioni di stabilita’. Quindi – conclude il ministro – non c’e’ nessun problema”.

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“Il sistema bancario italiano e’ robusto, il deficit di parte corrente e’ basso, il risparmio e’ alto, il debito complessivo di famiglie, imprese e Stato e’ basso rispetto ad altri Paesi, il debito netto nei confronti dell’estero e’ basso. Tutto cio’ rende il caso dell’Italia diverso da quello di altri Paesi”. Cosi’ fonti di Bankitalia commentano l’allarme dato da Moody’s.

Il default per la Grecia non e’ una possibilita’ e non lo e’ mai stata. Lo afferma il Fondo monetario internazionale, aggiungendo, sul rischio contagio, che gli altri paesi europei non hanno le condizioni di partenza della Grecia.