Titoli con alti dividendi: alla solidità societaria corrisponde anche un successo in Borsa?

4 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (ADVISE ONLY) – I grafici che seguono rappresentano i cinque titoli con il dividendo più alto per i quattro mercati europei più importanti (Germania, Gran Bretagna, Francia ed Italia). Abbiamo voluto confrontarli e vedere come si sono comportati nell’anno in corso.

Il motivo per cui abbiamo scelto i titoli con alti dividendi è verificare se, a fronte di un’indubbia forza societaria, ci sia poi anche una altrettanto solida performance di Borsa (cosa che non è affatto scontata, soprattutto in questi turbolenti periodi).

Ecco i titoli.

  • DAX30: Deutsche Telekom, RWE, E.ON, K+S e Muenchener Rueck;
  • FTSE100: Resolution, ICAP, AstraZeneca, National Grid e Scottish&Southern Energy;
  • CAC40: GDF Suez, Vivendi, Bouygues, Volia Environnement e Total;
  • FTSEMIB: Snam Rete Gas, Terna, ENI, ENEL e Atlantia.

Abbiamo poi organizzato il tutto in singoli portafogli rappresentativi, dove i titoli presenti hanno uguale peso. I risultati, al 2 settembre, sono presentati nelle tabelle sotto ai grafici.

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Come si può ben notare, i titoli che si sono comportati meglio sono quelli inglesi, tutti positivi. La Francia ha quattro titoli positivi, la Germania e l’Italia ne hanno due. Britannico è anche il titolo più performante, quello di Resolution Limited, con un eccellente +30,97%; non stupisce, forse, che Resolution sia anche il titolo col dividendo più alto del FTSE100 inglese (6,59). Il secondo è francese (Veolia, con un eccellente +28,43% – è il secondo titolo col più alto dividendo del CAC40: 9,04), anche il terzo è inglese (ICAP, performance di +23,13%, secondo titolo col dividendo più alto del principale indice della Borsa londinese: 5,99).

Vediamo ora le perofrmance dei portafogli. Quello che ha fatto meglio è quello britannico: +16,62%. Poi quello francese, con un decoroso +6,71%, molto superiore all’inflazione. Se non stupisce la nostra performance negativa (vicina al -4%), lo fa invece quella del portafoglio tedesco, dove la disastrosa performance delle Utilities fa registrare quasi -17% (ricordiamo che si tratta di titoli che hanno comunque Dividend Yield (DY) di tutto rispetto, nessuno inferiore al 5%).

Tirando un po’ le somme, quindi, possiamo dire che i titoli con i DY più alti sono quelli che vanno generalmente meglio all’interno di un portafoglio (Deutsche Telekom infatti ha il dividendo più alto di tutto il Dax30), ma non sempre (Snam, che ha un DY di 5,67%, è il secondo top performer italiano, ed è positivo di poco). Essere “top payers” per ciò che concerne i dividendi non è garanzia di straordinarie performance nel breve termine, anche se ci sono forti possibilità che la qualità dell’azienda si rifletta anche sul prezzo azionario.

Come ultima cosa, abbiamo analizzato la performance dei singoli portafogli rapportata a quella del mercato di riferimento. Il portfolio tedesco sottoperforma di parecchio il suo indice di riferimento (-16,85% contro +8,30%). Stessa cosa per quello francese (+6,71% del portfolio contro 10,02% dell’indice), ma qui lo scontro è tra performances positive. In Italia la performance negativa del portafoglio stride paragonata a quella dell’indice (-3,96% contro +4,39%) che, anche se non eccelsa, è comunque discreta e, soprattutto, positiva. In UK, infine, sebbene l’indice sia il più performante (+10,32% da inizio anno), questa volta soccombe nei confronti del portfolio (+15,62%). Analizzando il tutto, è chiaro come i titoli ad alto DY non siano assolutamente garanzia di sovraperformare il proprio indice di riferimento nel breve termine, benché un alto dividendo sia un fattore di qualità per un titolo azionario.