TIM, Vivendi messa KO da Elliott: c’è la mano di Berlusconi?

7 Maggio 2018, di Alessandra Caparello

Il piano industriale non cambia. Così l’ad di Telecom Amos Genish, uomo di Vivendi, il gruppo francese guidato da Vincent Bollorè che all’assemblea di venerdì scorso è stato sconfitto dal fondo americano Elliott che ha ottenuto 10 posti contro i 5 dei francesi.

Il nuovo board si riunisce per le prima volta questo pomeriggio a Roma alle 17 per scegliere Fulvio Conti presidente e, a meno di sorprese, affidare le deleghe di ad a Genish che in una lettera accorata mette in chiaro al top management del gruppo che il piano industriale non cambia e confida nel loro pieno appoggio.

“Siamo sulla strada giusta, proseguiamo il cammino con rinnovato impegno a lungo termine (…) Sappiate che avete anche il mio pieno supporto. Abbiamo ancora molta strada da percorrere”.

La domanda principale che gli analisti si chiedono oggi è che fine farà adesso, all’indomani del ribaltone attuato da Paul Singer- in cui peso determinante lo ha avuto Cassa Depositi e Prestiti che ha deciso di appoggiare il fondo americano contro Vivendi- la rete scorporata.

Sarà messa in vendita? Si darà vita alla newco delle reti con Open Fiber? Proprio la presenza di Cassa Depositi e Prestiti si farà sentire sulle scelte di TIM. A proposito di Cdp, i vertici sono in scadenza e l’Assemblea è stata convocata il 23 maggio e circola voce che fra i papabili al vertice ci sarebbe Franco Bernabè.

Il voto di venerdì scorso nel cda di Telecom è stato visto come il momento finale di una battaglia che ha sollevato interrogativi sul fatto che Bollore abbia più di quanto possa avere in Italia. Tuttavia molti nel paese e anche all’interno di Vivendi vedono la mano dell’ex primo ministro Silvio Berlusconi dietro l’attacco di Elliott in Telecom Italia. L’hedge fund e la Finivest non sono sconosciuti. Quando l’anno scorso Silvio Berlusconi ha cercato di vendere il Milan ad un investitore cinese, è stato Elliott ad intervenire con un prestito di 128 milioni di euro e se Elliott non riavrà i suoi soldi indietro entro ottobre, il club cadrà sotto il suo controllo. La migliore scommessa per Vivendi ora – scrive Bloomberg – è quella di considerarsi un investitore finanziario in Telecom Italia e con questo in mente, Bollorè dovrebbe seppellire l’ascia di guerra con Elliott e trovare un modo per collaborare in modo efficace.