Tim raddoppia prezzi, torna scatto risposta. “Colpite le fasce più deboli”

1 Marzo 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Brutta sorpresa per gli utenti TIM che abbiano la linea fissa a casa. A partire dal prossimo 1° aprile, chiamare dal dal telefono di casa costerà il doppio, e anche qualcosa in più, dal momento che torna lo scatto alla risposta. Lo ha reso noto la stessa compagnia telefonica, con un avviso in cui ha annunciato la sua nuova manovra tariffaria.

L’incremento colpirà in tutto circa 700.000 famiglie, che dispongono solo della linea di base e non hanno aderito alle offerte a forfait, come Tutto Voce.

In particolare, il prezzo delle chiamate a consumo verso i telefoni fissi e i cellulari nazionali dell’offerta Voce e della linea Isdn aumenterà da 10 a 20 centesimi al minuto e, per ogni chiamata, verrà reintrodotto lo scatto alla risposta, pari a 20 centesimi.

Il canone mensile rimane invariato a 19 euro, e rimangono operative altre voci, tra cui lo sconto del 50% per le conversazioni al mese che durano oltre le tre ore verso i telefoni fissi nazionali, e la tariffazione a scatti anticipati da 60 secondi.

Immediata la reazione delle associazioni dei consumatori, con Federconsumatori:

“Con il nuovo aumento del costo al minuto che passerà dal 1 aprile 2016 da 0,10 cent/minuto a 0,20 cent/minuto e l’introduzione dello scatto alla risposta a 0,20 cent, si vogliono obbligare i clienti a passare al contratto Tutto Voce, che ha sì chiamate illimitate ma che è ben più dispendioso per i consumatori, con un costo fisso mensile di € 29!”.

L’associazione denuncia il comportamento di Tim, affermando che con i rincari vengono colpite le fasce più deboli, tra cui gli anziani e chi ha un reddito pari o inferiore alla soglia della povertà.

“Questo contratto, infatti, non solo è quello che ha sostituito il caro e vecchio canone (e che a maggio scorso aveva già subito un aumento di 0,50 cent/mese), ma è anche il contratto tipico di tutte le fasce sociali che non possono (per età, cultura o assenza di infrastrutture) usare mezzi più tecnologici per comunicare”.

Tra l’altro i clienti Tim si imbatteranno anche nell’aumento del costo per la spedizione della fattura a casa, se non opteranno per la domiciliazione bancaria. Tale costo si aggiungerà al raddoppio di quello del bollettino postale con l’invio mensile della fattura.

Federconsumatori definisce l’aumento delle tariffe di Tim alla stregua di comportamento “del tutto scorretto nei confronti dei propri ignari clienti” e afferma che è da maggio dello scorso anno che gli utenti della compagnia di tlc sono alle prese con modifiche unilaterali del proprio contratto.