Telecom: governo agisce (ora), piccoli azionisti beffati

27 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il governo ora vuole tentare di risolvere il pasticcio Telecom, dopo essere stato dormiente in tutta la vicenda che ha permesso a Telefonica di siglare un accordo per ottenere la maggioranza di Telco, la holding che controlla la compagnia telefonica (ex) italiana.

Il sottosegretario all’Economia Giorgetti, spiega che “le società potrebbero essere autorizzate a definire per via statutaria una soglia inferiore a quella prevista dalla normativa», cioè il 30%, al superamento della quale scatterebbe l’obbligo di offerta.

E contestualmente arriva la notizia secondo cui la rete di Telecom Italia rientrerebbe tra gli asset strategici su cui il governo potrà esercitare la golden share.

Nell’esercizio della golden share “gli attivi di rilevanza strategica nel settore delle comunicazioni sono individuati nelle reti e negli impianti utilizzati per la fornitura dell’accesso agli utenti finali dei servizi rientranti negli obblighi del servizio universale”, fatte salve le direttive europee in materia.

Sono inclusi negli attivi “gli apparati dedicati, anche laddove l’uso non sia esclusivo, per la connettività (fonia, dati e video), la sicurezza, il controllo e la gestione relativi a: a)reti private virtuali, in uso alle Amministrazioni dello Stato competenti in materia di salvaguardia della pubblica sicurezza, del soccorso pubblico e della difesa nazionale; b)collegamenti dedicati ad uso esclusivo alla realizzazione della Rete Interpolizia per Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza e per il Ministero della Difesa. c)rete di accesso alla rete telefonica pubblica in postazione fissa anche nel caso di connessioni stabilite mediante servizi di accesso disaggregato all’ingrosso, condiviso o WRL, in rame e fibra”.

Nessuna eccezione nella applicazione della golden share “in presenza di minaccia di un grave pregiudizio per gli interessi pubblici relativi alla sicurezza e al funzionamento delle reti e degli impianti e alla continuità degli approvvigionamenti”.

Scrive il Fatto Quotidiano: “Le regole che andavano bene per gli italiani non vanno più bene per gli spagnoli. Il governo, infatti, pensa a modificare la legge sull’Offerta pubblica di acquisto (Opa), proprio mentre le banche italiane stanno uscendo da Telco, la scatola che ha in mano il 22,4% di Telecom Italia e ne lasciano il controllo a Telefonica. Il punto è però che gli spagnoli, tanto quanto gli italiani prima di loro, in base alle leggi vigenti che fissano nel 30% la soglia di controllo di un’azienda quotata, non hanno nessun obbligo di offrire una via d’uscita anche agli azionisti di minoranza di Telecom Italia pagandogli lo stesso prezzo pagato a Mediobanca, Intesa e Generali per sgombrare il campo”.

Il quotidiano continua: “Lo sanno bene i risparmiatori che per la terza volta assistono a un cambio in testa all’azionariato del gruppo senza passare all’incasso come accaduto invece ai “grandi” soci da Roberto Colaninno in giù. E questo nonostante negli anni il tema del controllo esercitato di fatto da Telco su Telecom sia stato oggetto di dibattiti e talvolta anche denunce. Eppure la politica italiana e soprattutto la Consob di Giuseppe Vegas, hanno deciso di intervenire soltanto ora a favore del cosiddetto “parco bui”, come vengono chiamati in gergo i piccoli risparmiatori di Borsa. [ARTICLEIMAGE]