Tassi: spread ancora in calo, merito di Draghi

8 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

SIENA (WSI) – Proseguono in territorio positivo i Btp, che si sono resi protagonisti di una mattina in rialzo, mentre lo spread su Bund si e’ portato sotto i 310 punti base, livello che non si vedeva dal lunedì elettorale della settimana scorsa.

Tutto merito di Mario Draghi. I mercati sono convinti che a prescindere dalla situazione politica instabile dell’Italia, la Bce sara’ in grado di offrire il sostegno necessario. Il dubbio e’ se il programma di acquisto di titoli di stato OMT potra’ essere avviato con un governo privo di una chiara maggioranza in Parlamento.

Il Senato e’ per quasi i suoi due terzi composto da forze tendenzialmente contrarie alle politiche europee, che potrebbero non essere disposte ad accettare le condizioni imposte da Francoforte per concedere aiuti sul secondario.

Il presidente della Bce si e’ detto convinto che il risanamento dell’Italia proseguirà indipendentemente dall’esito delle elezioni, assicurando inoltre che le politiche accomodanti dell’istituto continueranno, dal momento che l’inflazione non crea preoccupazioni.

Su piattaforma Tradeweb il differenziale di rendimento tra decennali italiani e tedeschi si è portato in apertura a 307 punti base dai 311 della chiusura di ieri. Parallelamente, il tasso sul dieci anni italiano si attesta al 4,56%, dal 4,60% dell’ultima chiusura.

Al contempo, il tasso omologo spagnolo si attesta al 4,831%, equivalente ai minimi da novembre 2010. Euro in ripresa del post Draghi dopo un febbraio da dimenticare in cui era calato dai massimi di 14 mesi contro il dollaro.

Se in caso di nuove elezioni l’M5S di Beppe Grillo dovesse vincere e diventare il primo partito. A dirlo è l’economista Nouriel Roubini. “Gli spread ora sono abbastanza tranquilli – ha detto, parlando al Workshop Ambrosetti – non mi aspetto picchi dello spread a meno che non ci siano segnali di una possibile vincita di Grillo alle prossime elezioni”. “Se lui vincerà – ha proseguito Roubini – e se farà tutto quello che dice che vuole fare, come il referendum sull’euro o la riduzione dell’orario di lavoro a 20 ore, gli spread saliranno alle stelle”.

“Gli investitori esteri non capiscono veramente i risultati delle elezioni italiane perché sono stati una sorpresa – ha osservato Jim O’ Neill chief economist di Goldman Sachs – gli investitori sono confusi però sanno che la Bce sta fornendo molta liquidità. Sono comunque un po’ preoccupati per quello che potrebbe succedere o meno dal punto di vista politico”. Senza un governo stabile presto i mercati si innervosiranno.

Tassi & Congiuntura: ieri in area Euro, nella prima parte della giornata l’esito positivo delle aste spagnole (con tassi in calo e incremento del rapporto domanda/offerta), ha favorito una riduzione dello spread Italia-Spagna. Lo spread vs Germania è sceso in prossimità dei 300 pb. Sul fronte corporate segnaliamo la prosecuzione del favorevole atteggiamento degli investitori, con l’indice Itraxx crossover (un paniere equiponderato di cds su 50 società europee sotto investment grade) ai minimi da luglio 2011. La riunione della Bce si è conclusa con un nulla di fatto su tassi e misure non convenzionali. Draghi nella conferenza successiva ha dichiarato che il board ha discusso di un taglio del tasso di riferimento. La politica monetaria è stata definita ancora accomodante. Sulla possibilità di portare in negativo il tasso sui depositi è apparso piuttosto cauto, affermando che vi sarebbero seri rischi di conseguenze inintenzionali.

Draghi ha confermato al ribasso i rischi sulla crescita e bilanciati quelli sull’inflazione, aggiungendo di attendersi una stabilità della crescita nella prima parte dell’anno ed un miglioramento solo a fine 2013. Lo staff della Bce ha rilasciato le nuove stime su Pil ed inflazione che vedono un peggioramento del Pil nel 2013 (valore medio del range -0,5% verso -0,3%) e nel 2014 (1% da 1,2%). Restano invece poco variate le stime sui prezzi (1,6% nel 2013 e 1,3% da 1,4% nel 2014). Nel corso della sessione domande e risposte,è’ stato richiamato il tema del cambio: Draghi ha ribadito che, pur non essendo un target di politica monetaria, rimane sotto monitoraggio Bce nel caso metta a rischio la stabilità dei prezzi. Alla luce delle parole di Draghi ribadiamo che un eventuale taglio del tasso di riferimento dipenderà molto dall’andamento del cambio e potrebbe rimanere come opzione per la Bce per l’intero 2013, con eventuale collocamento introno alla metà dell’anno. Nulla di fatto anche per la BoE che ha lasciato invariati tassi e ammontare di acquisto di bond. Dal lato macro segnaliamo il forte calo degli ordinativi tedeschi di gennaio, sia di quelli domestici sia esteri.

Negli Usa marcato rialzo dei tassi governativi decennali, ritornati in prossimità del 2% in un clima di perdurante ottimismo sui listini azionari corroborato da favorevoli dati macro. Sono infatti risultati migliori delle attese sia il dato sulle richieste di sussidi settimanali per la disoccupazione sia l’andamento del credito al consumo di gennaio. In quest’ultimo caso è stato particolarmente pronunciato l’incremento della componente non revolving, che comprende i prestiti per l’acquisto di auto e per gli studenti.

Il miglioramento del quadro congiunturale indotto anche dal comparto del credito al consumo, l’effetto ricchezza generato dal rialzo dei corsi azionari ed il parziale recupero delle quotazioni immobiliari, hanno contribuito a portare la ricchezza netta delle famiglie al massimo da cinque anni nel quarto trimestre 2012. Nel frattempo la Fed ha reso noto i risultati inerenti agli stress test su 18 banche: tutte hanno superato il test ad eccezione solo di Ally Financial. Oggi l’attenzione è focalizzata sui dati sul mercato del lavoro.

Valute: l’euro si è apprezzato verso quasi tutte le principali valute dopo che il presidente della Bce Draghi ha omesso di nominare il cambio nel comunicato. Verso dollaro l’euro si è portato rapidamente oltre soglia 1,31 per poi tornare leggermente al di sotto durante la sessione asiatica. Per oggi focus sul mercato del lavoro Usa. La resistenza si colloca presso 1,3150, il supporto a 1,2970. Il rialzo della borsa giapponese ha favorito il deprezzamento dello yen verso le principali valute con il nuovo minimo da 3 anni e mezzo registrato verso dollaro Usa. Verso euro il cross si è portato fino alla resistenza di 125 spinto dal movimento dell’euro/dollaro di ieri e dal dato finale sul Pil nipponico del quarto trimestre rivisto in peggioramento su base trimestrale.

La sterlina ieri si è apprezzata temporaneamente verso euro fino a 0,8640 dopo il “nulla di fatto” della BoE, per poi deprezzarsi oltre 0,87 durante la conferenza stampa di Draghi. Per i prossimi giorni 0,88 è il livello di resistenza importante. In prossimità dei massimi da 19 anni lo yuan cinese verso dollaro. A febbraio è stato registrato un surplus commerciale inatteso causato dal forte aumento delle esportazioni e dal contestuale calo delle importazioni. Il dato potrebbe essere inficiato dalla settimana di festività nazionale che si è celebrata in tale mese.

Commodity: rimbalzano le materie prime con quasi tutte le componenti dell’indice GSCI ER che hanno chiuso in rialzo grazie al sentiment positivo sui mercati ed al deprezzamento del dollaro. Stabile il Brent, mentre il Wti è salito di oltre l’1%. Intorno alla parità i metalli preziosi, mentre buoni rialzi sono stati registrati dai metalli industriali guidati dall’alluminio (+1,3%). I rialzi maggiori hanno interessato il comparto agricolo guidato da zucchero (+3,1%) e grano (+1,6%), anche se la performance migliore del giorno è stata quella del gas naturale Usa (+3,2%).

Azionario: chiusura di ieri in lieve rialzo per gli indici europei in una seduta caratterizzata da scambi modesti e volatilità intraday molto bassa, nonostante la concomitanza della riunione della Bce. I settori ciclici hanno ripreso a trainare i guadagni all’interno dell’indice Stoxx600, beni di consumo e tecnologici in testa, mentre chiudono in negativo health care e telecomunicazioni. Da segnalare i nuovi massimi dall’ottobre 2008 per il settore assicurativo, nonostante la giornata di ieri abbia visto il crollo di oltre il 12% di Aviva, seconda società assicurativa britannica, dopo la decisione di tagliare il dividendo del 44% in seguito ai conti in rosso per 3 Mld£ nel 2012. La mattinata si è aperta oggi con listini nuovamente in rialzo dopo la chiusura positiva di Wall Street.

Negli Usa infatti i listini hanno messo a segno nuovamente una seduta in lieve rialzo guidati principalmente dal settore finanziario. In un periodo di nuovi record per i principali indici, proprio il settore finanziario risulta essere uno di quelli rimasti più indietro, essendo stato particolarmente penalizzato durante la crisi del 2008. L’indice BKX delle principali banche ha infatti toccato ieri i massimi da maggio 2010, ancora molto distante dal “top” toccato nel 2007. In tale contesto la volatilità, calcolata tramite l’indice Vix, rimane sopra i minimi raggiunti a febbraio, a segnalare comunque che gli operatori in tale contesto tendono sempre di più a coprirsi nel caso il movimento di rialzo inverta la direzione.

Sul fronte emergente, l’indice MSCI EM ritraccia leggermente a causa dei cali nell’area asiatica, mentre è proseguito il rimbalzo dell’indice BOVESPA (+1,6%) che in due giornate ha quasi recuperato le perdite dell’intero mese di febbraio. In mattinata listini asiatici positivi, ad eccezione dei listini cinesi che perdono circa l’1% dopo i dati sulla bilancia commerciale. Forte rialzo per i listini giapponesi grazie allo yen sempre più debole, con l’indice Nikkei che supera quota 12.000 toccando i massimi pre-Lehman.

INFORMAZIONI DI STAMPA SU TITOLI

AUTOGRILL – Il gruppo ha chiuso il 2012 con un utile netto in calo a 96,8 Mln€ dai 126,3 Mln€ realizzati nel 2011, che includevano proventi non ricorrenti per 8 Mln€ dalla cessione di Flight, e con ricavi in crescita di circa il 4% a cambi correnti, a 6,077 Mld€. Il Cda, ha puntualizzato un portavoce, non proporrà la distribuzione di un dividendo sul 2012. L’AD Gianmario Tondato ha detto che il progetto di spin-off dei due rami di attività potrebbe essere presentato entro la fine dell’anno. Tondato ha dichiarato inoltre che il gruppo guarda al rinnovo delle concessioni duty free in Brasile.

AZIMUT – Il gruppo attivo nel risparmio gestito ha chiuso il 2012 con un utile netto raddoppiato a 160,6 Mln€ da 80,4 Mln€ di un anno prima, e con ricavi in crescita, a 433,6 Mln€ da 325,7 Mln€.

ENI – Secondo Milano Finanza Exxon, Shell, Total e Gazprom potrebbero essere interessate ad acquistare il 20% di Mamba in Mozambico, dopo che la cinese CNPC ha confermato di essere in trattativa con ENI. MF parla sempre di una valutazione della quota pari a circa 4 Mld$.

FIAT – Chrysler ha intenzione di convocare il mese prossimo un gruppo di banche per studiare lo sbarco in borsa attraverso un’OPA, mentre la controllante Fiat discute con l’azionista di minoranza Veba di una possibile operazione di buyout. Oggi è previsto un incontro sulla trattativa per il rinnovo del contratto dei dipendenti.

IMPREGILO – La Direzione generale delle strade e autostrade della Polonia, a seguito di una sentenza di un tribunale polacco, ha annullato l’atto di aggiudicazione della gara per i lavori dell’Autostrada A1, del valore di circa 250 Mln€, a cui dovevano partecipare anche Impregilo e Salini Polska.

TELECOM ITALIA – La società ha chiuso il 2012 con una perdita netta di 1,6 Mld€, sul risultato ha pesato la svalutazione per avviamenti di circa 4 Mld€ (relativi all’acquisto di Olivetti nel 1999 e all’acquisizione di Telecom Italia Mobile nel 2005) . La cedola per azione sarà pari a 0,02€ per le ordinarie e 0,031€ per le risparmio. Secondo il Sole24Ore, il consiglio dei ministri di oggi potrebbe discutere la normativa sulla golden share nei settori strategici di energia, trasporti e comunicazioni.

UNICREDIT – Il Tribunale di Milano ha escluso l’istituto dall’insinuazione nel fallimento di Sinergia, holding del gruppo Ligresti, mentre l’ha dichiarata creditore chirografario per Imco. Secondo quanto riportato da Mf, alcuni creditori del convertibile da 3 Mld€, Cashes, hanno suggerito alla banca il suo riacquisto.

AVIVA – Il secondo gruppo in U.K. nel settore assicurazioni vita ha annunciato la riduzione del dividendo per il secondo semestre 2012 a 0,09£ per azione, rispetto gli 0,16£ per azione dello stesso periodo dell’anno precedente . Il dividendo totale per il 2012 sarà quindi pari a 0,19£ per azione, inferiore agli 0,254£ attesi degli analisti.

CONTINENTAL – Il secondo più grande produttore di pneumatici europeo ha annunciato che prevede ricavi in crescita del 5% quest’anno, a più di 34 Mld€. In seguito alla notizia il titolo ha chiuso la seduta di ieri a 98€ (+4,4%), il prezzo più alto da novembre 2007.