Tango bond argentini, italiani saranno risarciti

2 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Si può considerare ormai conclusa l’epopea dei tango bond argentini: gli italiani che avevano investito nel debito del paese sudamericano prima del default di fine 2001 avranno indietro i loro soldi. Riceveranno, come stabilito dal governo argentino, il 150% dell’importo originario impegnato, per un pagamento cash complessivo di 1,350 miliardi di dollari, rispetto ai 2,5 richiesti.

Il governo argentino ha infatti trovato finalmente un accordo preliminare sui bond fallimentari con la task-force argentina (Tfa) incaricata di trovare una risoluzione della controversia arbitrale con gli obbligazionisti italiani del settore retail.

L’Abi ha fatto sapere che il ministero del Tesoro argentino ha trovato il modo “per risolvere la controversia basata sul trattato bilaterale Italia-Argentina nell’arbitrato presso il tribunale Icsid della Banca Mondiale in cui si è richiesto il risarcimento dei danni per violazione dei diritti rivenienti dal diritto internazionale di circa 50mila obbligazionisti retail italiani detentori di circa 900 milioni di dollari di bond argentini in default rappresentati dalla Tfa”.

L’intesa sui tango bond arriva dopo una serie di lunghi e intensi negoziati tra l’Argentina e la Tfa, che rappresenta circa 50.000 obbligazionisti italiani colpiti dal default del debito argentino, finalizzati alla conclusione dell’annosa questione e, per usare le parole dell’associazione bancaria, “segna un significativo passo in avanti nella risoluzione dei problemi del debito sovrano dell’Argentina”.

L’accordo storico rappresenta anche l’occasione di un congruo risarcimento per i creditori rappresentati dalla Tfa che hanno investito in obbligazioni dell’Argentina prima del default di ormai quasi quindici anni fa.

L’Argentina quindi “definirà tutte le richieste fondate sul diritto internazionale relative ai bond in default detenute dagli individui rappresentati dalla Tfa per un pagamento in contanti pari al 150% dell’importo originario in conto capitale di tali obbligazioni”.