Tangentopoli a Venezia: bufera Mose, in galera il sindaco Orsoni. Richiesta per Galan

4 Giugno 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) -Bufera giudiziaria sul Mose. 35 le persone arrestate per corruzione, concussione e riciclaggio nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Venezia sugli appalti del Mose, il sistema di dighe mobili per la salvaguardia di Venezia e sull’ex ad della Mantovani Piergiorgio Baita.

Tra gli arrestati anche il sindaco di Venezia, posto ai domiciliari, con l’accusa di finanziamento illecito relativa alla sua campagna elettorale per le comunali del 2010. Il procuratore aggiunto di Venezia Carlo Nordio ha definito l’inchiesta peggio di una tangentopoli, “più complessa e sofisticata”.

Le indagini hanno portato alla luce un giro di sovrafatturazioni false create ad hoc e di fondi neri “utilizzati per campagne elettorali e, in parte, anche per uso personale da parte di alcuni esponenti politici – ha spiegato il procuratore – Hanno ricevuto elargizioni illegali persone di entrambi gli schieramenti”.

Tutto sarebbe legato ad una enorme vicenda di mazzette che vedrebbe coinvolti numerosi politici, commercialisti, imprenditori e operatori finanziari. 35 gli arresti effettuati – 25 persone sono finite in manette, 10 agli arresti domiciliari – tra questi l’assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso, il consigliere regionale Pd Giampietro Marchese, il presidente del Coveco, cooperativa impegnata nel progetto Mose, Franco Morbiolo, il generale in pensione Emilio Spaziante, l’amministratore della Palladio Finanziaria spa, Roberto Meneguzzo.

In manette anche due ex Presidenti del magistrato alle acque emanazione del Ministero delle infrastrutture. I reati, come si evince dall’ordinanza del procuratore Luigi Delpino, vanno dalla corruzione alla frode fiscale e al finanziamento illecito dei partiti.

Nell’inchiesta risultano indagate un centinaio di persone. È stata chiesta la custodia cautelare anche per il deputato di FI Giancarlo Galan, ex presidente della Regione Veneto. Gli atti dovranno ora essere trasmessi alla Camera. Il deputato non rilascia commenti e attraverso la sua portavoce fa sapere ”È a Roma e non ha potuto ancora vedere le carte”. Richiesta di arresto anche per l’eurodeputata uscente Lia Sartori. (Rainews)

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ROMA (WSI)- Le indagini della Guardia di finanza per le presunte tangenti per i lavori del Mose, che hanno portato in carcere 25 persone e dieci agli arresti domiciliari, hanno impiegato 100 uomini della Gdf per un totale di 300 perquisizioni tra Veneto, Lazio, Lombardia ed Emilia Romagna. Da quanto si apprende il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, si trova agli arresti domiciliari. (TMNEWS)
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ROMA (WSI) – Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni è stato arrestato nell’ambito nell’inchiesta avviata dalla Procura di Venezia sulle presunte tangenti pagate per gli appalti del Mose, il sistema di dighe mobili per la salvaguardia di Venezia. Le accuse sono di corruzione, concussione, riciclaggio. L’indagine riguarda anche l’ex ad della Mantovani Giorgio Baita.

35 gli arresti effettuati complessivamente, tra questi l’assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso, il consigliere regionale Pd Giampietro Marchese, il presidente del Coveco, cooperativa impegnata nel progetto Mose, Franco Morbiolo, il generale in pensione Emilio Spaziante, l’amministratore della Palladio Finanziaria spa, Roberto Meneguzzo.

C’è inoltre una richiesta di arresto anche per il senatore di Fi Giancarlo Galan, ex presidente della Regione Veneto. Gli atti dovranno ora essere trasmessi al Senato. Nell’inchiesta intoltre risultano indagate un centinaio di persone. L’indagine della Finanza era partita tre anni fa, lo scorso anno c’era stato l’arresto di Piergiorgio Baita, ai vertici della Mantovani, società padovana colosso nel campo delle costruzioni. Dopo qualche mese l’arresto di Giovanni Mazzacurati, l’ingegnere “padre” del Mose (Rainews)