Taglio pensioni d’oro sopra 4500 euro: perché i conti non tornano

15 Ottobre 2018, di Alessandra Caparello

“Abbiamo chiuso il lavoro sui tagli delle pensioni d’oro e ci andiamo a prendere 1 miliardo di euro da quei pensionati che non hanno versato neanche un decimo di quello che stanno prendendo”. Così il vicepremier Luigi Di Maio sul taglio alle pensioni doro da 4500 euro parlando davanti a una platea di piccoli imprenditori di Rivarolo Canavese.

Il taglio – previsto in un Ddl ora in Parlamento – sarà subito anticipato nel decreto fiscale. Ma i conti non tornano e li fa la Cgil. Con 4.500 euro (circa 7 mila euro netti) si potrebbe arrivare al massimo a 130 milioni di euro, spiegano dal sindacato guidato da Susanna Camusso, allargando la platea alle soglie inferiori come 3.500 euro si potrebbe arrivare a molto di più “ma non si tratterebbe sicuramente più di tagli alle pensioni d’oro”. Secondo Itinerari previdenziali le pensioni sopra 4.000 euro riguardano circa 80.000 pensionati cioè lo 0,5% della platea totale. Come riporta l’Agi:

Il taglio medio sarebbe di circa 1.600 euro l’anno. Il taglio previsto potrebbe essere tra il 3% e il 20% che varia a seconda dell’età di accesso alla pensione, e sarà dunque proporzionata agli anni di uscita anticipata rispetto all’età di vecchiaia. Dunque o si amplia la platea, abbassando la soglia di pensione da tagliare, ipotesi al momento smentita. Oppure si alza l’aliquota del taglio sopra il 20%, ipotesi difficile che pone anche dubbi di costituzionalità.

Fonti governative del M5S dicono all’Ansa che la soglia per tagliare le pensioni d’oro non sarà abbassata da 4.500 a 3.500 euro netti al mese. Intanto anche il presidente dell’Inps Tito Boeri si dice scettico affermando che il taglio delle pensioni d’oro “potrebbe portare ad una riduzione della spesa pensionistica inferiore ai 150 milioni l’anno”.

“Si raggiungerebbe questa cifra solo se le soglie oltre le quali operare la correzione attuariale fossero determinate con riferimento al reddito pensionistico complessivo anzichè all’importo della singola pensione e se nell’operazione venisse incluso il cumulo delle diverse pensioni. Queste modifiche, inoltre, migliorerebbero il profilo distributivo dell’operazione”.