Tagli spesa e tasse: crollo petrolio schianta Medioriente

18 Marzo 2016, di Alessandra Caparello

RYIAD (WSI) – In caduta libera il prezzo del petrolio, una situazione che pesa notevolmente in molte economie del Medio Oriente dove i sussidi per il carburante e per il cibo, finora molto generosi, sono stati ridotti e si introducono nuove tasse per reggere all’onda d’urto provocata dal crollo del greggio.

Negli anni in cui il petrolio viaggiava sui 100 dollari al barile, gli incassi dalle esportazioni per i paesi del Medio Oriente sono stati ovviamente molto proficui, arrivando a un trilione di dollari ma ora i paesi del Golfo, da sempre ricchi di petrolio, sono costretti ad accettare una nuova realtà dei fatti. Ecco quali sono le misure drastiche adottate da alcuni paesi del Medio Oriente.

In Kuwait il crollo dei prezzi del greggio ha portato a pensare all’impensabile, ossia introdurre un’imposta sugli utili aziendali. Gli Emirati Arabi sono stati il primo paese del Golfo a mettere mano con la crisi del greggio ai sussidi ai combustibili. Una mossa che, secondo Robin Mills, ceo della divisione sulla consulenza del Qamar Energia, innesca un effetto domino:

“Una volta che un paese si sente in grado di fare il passo di rimuovere i sussidi come hanno fatto gli Emirati arabi, cosa che in questo caso sembra andare bene, può essere un esempio per altri paesi”.

Così tutti e sei i paesi della regione stanno tagliando i sussidi, alzando i prezzi alla pompa e il costo di acqua ed energia. Per quanto riguarda l’Arabia Saudita, l’agenzia di rating Moody’s ha recentemente abbassato l’outlook per il sistema bancario saudita, evidenziano una riduzione del 14% per la spesa pubblica. Il più grande produttore di petrolio del Medio oriente ha già effettuato profondi tagli alla spesa, ridotto sussidi, nonché il suo programma di borse di studio all’estero.

Risulta molto più protetto rispetto ai vicini il Qatar che ha costruito un enorme fondo sovrano ma i tagli anche nella regione ci son stati. Lo stesso sovrano, lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani, come citano le agenzie di stampa, ha dichiarato recentemente che “il governo non può più provvedere a tutto”. Così è aumentato il prezzo della benzina fino al 35% e son balzati i prezzi dell’acqua e dell’energia elettrica, nonché si è imposto di ridurre la spesa pubblica. Inoltre nel piano di tagli, sembra esservi finito anche il canale di notizie Al Jazeera America.

Aumentano i prezzi della benzina anche in Bahrein dopo oltre 30 anni si tagliano i sussidi per l‘energia e anche per la carne, con un raddoppio del prezzo del manzo e del pollo. Infine l’Oman per effetto della caduta del greggio ha annunciato un aumento dell’imposta sul reddito delle società dal 12 al 15%.