Svizzera, BSI: accordo fiscale con l’Italia sarebbe importante

29 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Un accordo fiscale con l’Italia sarebbe imporante per la Svizzera. Lo sostiene Stefano Coduri, amministratore delegato del gruppo BSI, la principale banca privata del Ticino.

Il dirigente della controllata del gruppo Generali e’ convinto che il trucco di “Rubik” abbia delle possibilita’ di funzionare anche con Roma e non solo con Londra e Berlino. Lo ha dichiarato al quotidiano elvetico Le Temps.

Mentre il banchiere apre alla possibilita’ di trasparenza dei conti bancari esteri italiani, resta pero’ ancora lontana l’eventualita’ di un accordo a tre tra Svizzera, Regno Unito e Germania, che fino a qualche settimana fa sembrava invece cosa fatta.

Un’intesa di questo tipo – che prende il nome dal famoso cubo magico colorato – consentirebbe agli stati membri dell’Unione Europea di battere cassa, consentendo al contempo ai banchieri elvetici di garantire ai propri clienti esteri il mantenimento dell’anonimato.

Ma l’accordo e’ saltato perche’ e’ arrivato lo stop di Bruxelles, secondo cui le decisioni devono essere condivise da tutti. Come chiede Monti. Difficile quindi che si arrivi a un’intesa bilaterale di un singolo paese con Berna. Per questo le autorita’ si sono messe al lavoro per cercare di raccogliere la piu’ ampia intesa possibile.

Dopo le indiscrezioni dello scorso dicembre su un possibile accordo tra Roma e Berna, la posizione del governo Monti e’ molto chiara e opposta rispetto ad allora: niente personalismi, l’accordo con la Svizzera deve essere di respiro europeo.