Economia

Survey BofA: gestori meno ottimisti, accumulo record di liquidità

L’avversione al rischio sta crescendo tra i gestori di fondi a livello globale. Secondo un sondaggio condotto a marzo da Bank of America (BofA), gli investitori stanno accumulando liquidità a un ritmo mai visto dal picco della pandemia di COVID-19, spinti dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dal rimbalzo dell’inflazione. Il sentiment di mercato si è raffreddato drasticamente, mentre le aspettative di tagli dei tassi di interesse sono diminuite in modo significativo.

L’inasprirsi del conflitto in Iran sta ridefinendo il panorama degli investimenti globali e costringendo i mercati a rivedere le prospettive economiche mondiali. La survey globale sui gestori di fondi, pubblicata da BofA, evidenzia quindi come l’ottimismo degli investitori stia calando rapidamente di fronte a condizioni di mercato in continua evoluzione.

Survey BofA: perché cresce la liquidità

I risultati mostrano che il sentiment degli investitori ha raggiunto il punto più basso negli ultimi sei mesi. Sebbene resti superiore ai minimi registrati ad aprile dello scorso anno, quando l’ex presidente Donald Trump annunciò massicci aumenti tariffari, il raffreddamento dell’ottimismo ha portato a un incremento significativo delle allocazioni in liquidità. Numeri alla mano, a marzo 2026, la quota media di cassa tra gli investitori è salita al 4,2%, rispetto al 3,4% di febbraio e al minimo storico del 3,2% registrato a gennaio.

Questo spostamento verso un atteggiamento più prudente non si riflette solo nelle posizioni di cassa e nel sentiment generale, ma anche nelle aspettative macroeconomiche. Le attese sulla crescita globale mostrano segnali di forte prudenza: solo il 7% dei partecipanti si aspetta un’espansione dell’economia mondiale, in netto calo rispetto al 39% del mese precedente. La maggior parte degli investitori ritiene più probabile uno scenario di “no landing” (46%), seguito da un “soft landing” (44%). Rimane molto bassa la probabilità di un “hard landing”, stimata solo al 5%.

Le previsioni sull’inflazione hanno subito un’impennata: il 45% dei partecipanti prevede un aumento continuo dell’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) globale nel prossimo anno.

Non è più la bolla AI a spaventare i gestori

Con lo scoppio del conflitto in Medio Oriente e il conseguente aumento dei prezzi del petrolio, il rischio più temuto dai gestori si è spostato. Le crisi geopolitiche e il ritorno dell’inflazione hanno sostituito ufficialmente la precedente “bolla dell’AI” come principale preoccupazione per gli investitori.

La risalita delle aspettative inflazionisticheha inoltre ridotto drasticamente le scommesse di mercato su eventuali tagli dei tassi. Solo il 17% netto dei gestori prevede oggi una riduzione dei tassi da parte della Federal Reserve, in forte calo rispetto al 46% di febbraio. Di conseguenza, è diminuita anche la convinzione che la curva dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi possa diventare più ripida entro il 2026, con la quota di chi sostiene questa visione scesa dall’80% di febbraio al 56%.

Quali indicazioni positive emergono

Nonostante il pessimismo, emergono alcune indicazioni favorevoli per gli asset rischiosi. I gestori concordano in generale sul trend ribassista della curva dei futures sul petrolio, con solo un decimo degli intervistati che prevede un Brent sopra i 90 dollari entro fine anno.

Sul fronte politico, le aspettative sul risultato delle elezioni di midterm statunitensi sono cambiate in modo significativo: quasi un terzo dei gestori ora prevede un “blue wave”, con i Democratici a controllare entrambe le camere del Congresso, rispetto all’11% di gennaio. Inoltre dalla survey emerge che le posizioni rialziste sulle materie prime hanno raggiunto il livello più alto dall’aprile 2022, con un sovrappeso netto del 34%. Inoltre il 53% netto degli investitori ha scelto di sovrappesare le azioni dei mercati emergenti, il massimo dal febbraio 2021, mentre al contrario, le allocazioni verso i titoli del settore consumer discretionary sono scese ai minimi dal dicembre 2022.