Economia

Superbonus: con stop cessione credito, Italia a rischio recessione

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Situazione esplosiva quella che si è venuta a creare dopo l’approvazione del Decreto legge sulla cessione dei crediti, che non risolve in nessun modo il problema dei crediti incagliati legati al Superbonus e ad altri bonus edilizi.

Superbonus: l’allarme di Ance

Così il vicepresidente di Ance, Stefano Betti, in audizione presso la commissione Finanze della Camera esprimendo forte preoccupazione per il decreto che dal 17 febbraio 2023 ha eliminato la cessione del credito e lo sconto in fattura come modalità alternative di fruizione di tutti i bonus fiscali in edilizia. Questa possibilità resta solo per gli interventi in corso per i quali, prima del 17 febbraio, sia stato già presentato il titolo abilitativo. Rimane il problema dei crediti incagliati legati ai bonus edilizi.

“L’unica soluzione efficace è utilizzare gli F24 a compensazione dei crediti maturati”, ma serve anche “attivare immediatamente il circuito degli acquisti da parte di istituzioni e aziende statali”. Betti prosegue:

“Non si può pensare di sbloccare una situazione così incancrenita, dopo mesi di cambi di normativa e stop and go, con un mero invito alle banche a comprare. Per favorire il completamento dei lavori già avviati, evitando di creare ingenti danni a famiglie e imprese, occorre migliorare la disciplina transitoria prevista dal decreto. L’effetto complessivo del decreto il Paese in recessione, andando oltre l’annullamento della lieve crescita prevista nelle ultime stime della Commissione Ue (+0,8%). È quindi fondamentale per il futuro della politica di riqualificazione degli edifici poter prevedere, in modo selettivo e in funzione degli spazi di finanza pubblica disponibili, la possibilità di fare cessioni per alcune tipologie di soggetti, in particolare gli incapienti, e/o di interventi”.

Esprime la medesima preoccupazione Confedilizia, l’associazione dei proprietari immobiliari, tramite le parole del presidente  Giorgio Spaziani Testa, sempre in audizione presso la commissione Finanze della Camera, per cui è necessario “consentire fino al 30 aprile l’utilizzo della cessione del credito e dello sconto in fattura e mantenere questo meccanismo per gli interventi nelle unità immobiliari indipendenti, che riguardano nel 2023 le famiglie a basso reddito, […] permettere l’utilizzo del Superbonus al 110 o al 90% anche per le spese sostenute fino al 30 giugno 2024; prevedere, in capo dei beneficiari, la possibilità di trasformare la detrazione in credito d’imposta; disporre che le detrazioni non usufruite nel corso dell’anno di riferimento possano essere utilizzate in anni successivi”. Serve poi, “mantenere forme di cessione del credito e sconto in fattura per gli interventi di miglioramento sismico e di eliminazione delle barriere architettoniche”.