Superare la crisi con le idee giuste: gioielli in oro a 9 carati

12 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – In un momento difficile per il paese e di enorme incertezza per gli italiani, schiacciati dalla realtà di disoccupazione, calo dei consumi e recessione (nonostante le falsità ottimistiche in stile Silvio 2011 propinateci ogni giorno dal ministro dell’Economia Saccomanni) ci sono imprenditori come Francesco Minoli, che vi presentiamo, che non si scoraggiano e combattono, costi qul che costi, per affermare il loro prodotto in un mercato che ci svantaggia e irto di ostacoli.

Minoli, ex banchiere rinsavito ed ex brillante manager del private equity, è l’ideatore del marchio Queriot, ha avuto l’intuizione, nel suo settore, di lanciare e offrire al comparto un prodotto in linea con i tempi di crisi, puntando su un concetto semplice, chiaro, facilmente vendibile: l’utilizzo per la fabbricazione dei gioielli, di oro a 9 carati, la metà esatta del classico 18 K a cui siamo abituati. Come del resto erano i gioielli vittoriani e come sono ancora molti gioielli nei paesi anglosassoni.

Con questa premessa, prende forma l’idea di non incidere sulla qualità o sulla grandezza del prodotto in sé, ma di “cambiarne i connotati” – spiega Minoli – attraverso una scelta semplice ma altamente innovativa.

Con i 9 carati non si vede alcuna differenza, in termini di brillantezza e lucentezza, ma in questo modo si riesce a offrire della vera gioielleria, senza limiti di ispirazione e di dimensione, a prezzi accessibili, per le donne che vogliono “auto-premiarsi” o gli uomini che vogliono fare un regalo alle loro loro donne. Un gioiello vero, che coniuga il design più raffinato e il know how italiano, senza essere eccessivo nel prezzo nei tempi bui tempi bui a cui ci costringe la Troika.

Francesco Minoli ha alle spalle una lunga carriera manageriale, soprattutto in campo finanziario. È stato amministratore delegato di M&A S.p.A., prima
società di Merger & Acquisition indipendente in Italia e senior advisor Capital Investments in ABN Amro, dove si occupava di private equity. Ha fatto il salto nel settore gioielleria diventando amministratore delegato della Pomellato, e portando il marchio a crescere notevolmente tra il 1999 e il 2009. Quell’anno, lascia Pomellato e fonda Queriot, che oggi è presente sul mercato con un flagship store a Milano e punta, nei prossimi mesi, a battere il difficile scenario relativo all’export del “made in Italy” dovuto all’euro troppo alto, espandendosi negli Stati Uniti.