Super franco rischia di mettere in ginocchio economia svizzera

29 Giugno 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Il precipitare della crisi greca infligge un duro colpo anche alla Svizzera e rischia di avere ripercussioni pesanti anche a lungo termine sull’economia del paese.

La decisione di indire un referendum popolare sulle proposte avanzate dai creditori per riformare il paese in crisi in cambio di 7,2 miliardi di aiuti ha gettato nel panico gli operatori di mercato, che hanno iniziato a dare la caccia a beni sicuri come il franco svizzero, vendendo a piene mani euro.

Dopo che il franco ha guadagnato un ulteriore punto percentuale negli scambi asiatici, si avvicina ancora di più lo spettro della recessione in Svizzera.

Il franco è la valuta che è cresciuta di più quest’anno. Ciò aumenta le possibilità che il presidente della Banca Nazionale Svizzera, Thomas Jordan, intervenga per indebolire la divisa.

Un franco forte penalizza fortemente gli investimenti in Svizzera e le esportazioni di prodotti di lusso. “La domanda per beni rifugio come ilf ranco sarà molto elevata”, dice a Bloomberg Jeremy Stretch, head of foreign exchange strategy presso la Banca Canadese Imperiale di Commercio. “È difficile dire da che punto l’euro incomincerà ad apprezzarsi”.

Forte della migliore performance giornaliera dal 24 marzo, il franco è salito fino a 1,0326 per un euro a Sidney. Venerdì aveva guadagnato lo 0,6% a 1,0432 per euro. Dal 31 dicembre ha fatto un balzo del 16%.

La mossa della SNB di abbandonare il peg sull’euro – la soglia era fissata all’1,20 – ha favorito la moneta nei confronti dell’euro, che a sua volta è stato penalizzato non solo dalle prospettive di un evento di Grexit ma anche dal piano di allentamento straordinario della Bce, il quantitative easing, che ha inondato di liquidità i mercati.

La Svizzera è una destinazione popolare per gli investitori in periodi di nervosismo come questi. Secondo lo stesso Jordan la valuta elvetica è “decisamente sopravvalutata”.

Ora Berna rischia di finire in una fase di recessione per la prima volta in sei anni. Il tutto mentre su base annuale i prezzi al consumo sono calati costantemente da novembre a maggio.

(DaC)