Super anagrafe: così può difendersi il contribuente

13 Maggio 2019, di Alessandra Caparello

Contribuenti sotto esame tra redditometro, risparmiometro o altre liste selettive predisposte dall’Agenzia delle entrate, ma il rischio è che finiscano per essere destinatari di accertamenti basati soprattutto sulla incompletezza o erroneità dei dati. Il problema dei controlli incrociati sui conti correnti che ha come obiettivo scovare evasori fiscali è che nessuno è in grado di dare garanzie sull’affidabilità dei dati raccolti, tanto meno sulla loro completezza e quindi, come riporta ItaliaOggi, le tipologie di errore sono infinite.

L‘Agenzia delle Entrate ben presto metterà in azione le sue mosse per recuperare il sommerso, anche grazie ai contenuti delle fatture elettronichefatture elettroniche,  e quindi il contribuente deve preparare le sue contromosse.

Il consiglio, specie per chi ha redditi e patrimoni più consistenti, è attuare la procedura di accesso ai propri dati contenuti nell’anagrafe tributaria. Per avanzare tale richiesta, i contribuenti hanno dalla loro parte la nuova normativa sulla protezione dei dati (Gdpr) e numerose sentenze di Corte costituzionale e Consiglio di stato che hanno più volte affermato che la segretezza dei dati contenuti nell’anagrafe tributaria debba cedere il passo di fronte alle esigenze difensive del contribuente.

Si tratta peraltro di una nuova forma di assistenza fiscale che potrebbe diventare in breve tempo una nuova fonte di ricavi per i consulenti più accorti. Anzi, non c’è dubbio che, magari dopo un avvio faticoso, tale procedura sia destinata a diventare abbastanza generalizzata. Ci vorrà tempo, è quindi da escludersi che, improvvisamente, un milione di contribuenti mandi la richiesta di informativa intasando così la macchina pubblica, che ha solo un mese di tempo per rispondere (prorogabile di altri due).