Summers: “economie avanzate disarmate contro recessione”

19 Giugno 2018, di Mariangela Tessa

Le economie avanzate non sono equipaggiate per affrontare la prossima recessione: non lo sono né dal punto di vista economico né da quello politico. E di conseguenza le banche centrali dovrebbero essere caute nell’aumentare i tassi di interesse solo per fermare un’inflazione poco sopra il 2%.

È l’opinione dell‘ex segretario al Tesoro americano, Larry Summers, che intervenendo al forum della Banca centrale europea (Bce) di Sintra, in Portogallo, non ha nascosto le sue preoccupazioni sullo stato dell’economia globale:

”Le conseguenze di un’altra recessione superano di molto le conseguenze negative di un’inflazione un pò sopra il 2%” ha spiegato Summers, mettendo in evidenza come a suo avviso priorità delle banche centrali dovrebbero essere il “mantenimento di una crescita sana e il raggiungimento della piena occupazione”.

Le osservazioni arrivano mentre le maggiori banche centrali mondiali, Fed e Bce in prima linea, hanno iniziato a ridurre gli straordinari livelli di supporto che hanno destinato alle loro economie dopo lo scoppio della crisi finanziaria di dieci anni fa.

Alla domanda se le economie hanno recuperato dopo l’ultima grande recessione, Summers ha risposto, dicendo che “i massiccio stimoli  –  tra spinta fiscale e guadagni di borsa insostenibili – oscurano il quadro generale”.

“I tassi di interesse non torneranno a un livello normale prima della prossima recessione, lasciando le banche centrali non in grado di rispondere con la stessa forza necessaria per affrontare il rallentamento. Un ulteriore rallentamento – ha concluso Summers – potrebbe accentuare le forze populiste e protezioniste che si stanno affermando nelle economie avanzate”