Su banche Ue “babele normativa, ancora aiuti Stato in Germania e Portogallo”

23 Dicembre 2015, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Non ci sta proprio, Antonio Patuelli, presidente dell’ABI (Associazione bancaria italiana), ad accettare quella che a suo avviso è una disparità di trattamento, da parte dell’Unione europea, a danno dell’Italia e a favore di paesi come la Germania. Intervistato dal Corriere della Sera, Patuelli denuncia che Germania e Portogallo usano ancora gli aiuti di Stato per salvare le loro banche.  E definisce le regole europee relative al credito una sorta di  “babele normativa”.

“Se Lisbona e Berlino possono continuare a garantire denaro pubblico ad alcuni istituti perché i salvataggi erano già partiti in passato allora chi ha avuto aiuti di Stato può continuare ad averli e chi, invece, non li ha mai ricevuti, si trova la strada sbarrata, oltre a un accesso restrittivo perfino al fondo interbancario. Siamo in una fase di transizione verso l’Unione bancaria europea. Abbiamo una vigilanza unica, ma non un testo unico continentale. Ci sono fonti di legge sovranazionali e nazionali, con intersezioni normative e senza una completezza della certezza del diritto. L’Unione bancaria deve fare presto passi avanti, definendo urgentemente regole comuni e prassi transitorie. Altrimenti restano le disparità di trattamento”.

Patuelli continua:

In Italia “si subisce la retroattività di norme europee, chi ha comprato obbligazioni bancarie subordinate anche prima del lancio dell’unione del credito può oggi averci rimesso, pesantemente. In altri Paesi prevale invece l’ultra attività: se, nel singolo caso, le garanzie di Stato c’erano prima, possono ora continuare a valere. Non chiediamo aiuti pubblici, ma che non ci siano privilegi né discriminazioni.
L’Unione bancaria va avanti se c’è una parità effettiva”.

Di fatto, è proprio di questi ultimi giorni la notizia del salvataggio, da parte del Portogallo, di Banif (Banco International do Funchal, per un valore di 2,2 miliardi di euro. La banca, in base a quanto è stato stabilito da Lisbona, sarà divisa in “asset buoni” e “bad asset”, con i primi che passeranno alla spagnola Santander per un valore di 150 milioni di euro. Il Financial Times fa notare che si tratta del secondo bailout bancario in meno di 18 mesi.ù

Lo stesso Antonio Costa, nuovo premier socialista, ha ammesso che il salvataggio comporterà “un costo elevato per i contribuenti” , ma avrà il vantaggio di essere una soluzione definitiva.  A tal proposito, la Banca del Portogallo ha comunicato che il salvataggio di Banif comporta “un sostegno pubblico totale” stimato a 2,25 miliardi per coprire eventuali futuri bisogni, dei quali 1,76 miliardi arriveranno direttamente dallo stato e 489 milioni da un Fondo di risoluzione bancaria, a cui contribuiscono tutte le banche.

(in fase di scrittura)