Studiare in Gran Bretagna nel post-Brexit, cosa cambia

19 Febbraio 2020, di Mariangela Tessa

Dopo l’entrata di vigore della Brexit, cosa cambia per gli studenti Ue che vogliono studiare nel Regno Unito?  Di questo si parlerà nella settima edizione di British Council Study UK Fair che si terrà sabato 7 marzo 2020 a Milano.

L’evento, la cui partecipazione è gratuita, è rivolto a studenti, giovani professionisti, genitori e docenti.  Un’opportunità di incontro con le università, per conoscere il Regno Unito e la sua offerta formativa. Oltre all’incontro con i rappresentanti di diverse accademie, sarà possibile partecipare a seminari e presentazioni.

Ad oggi quello che è certo è chi ha iniziato il percorso di studi nell’anno accademico, 2020-2021, continuerà a usufruire delle stesse agevolazioni di chi si trova attualmente lì, per l’intera durata del proprio percorso universitario.

Al momento, agli studenti dell’UE viene riconosciuto quello che viene definito come “home fee status’”, che permette di pagare le stesse tasse degli studenti locali. È inoltre possibile richiedere prestiti studenteschi. Resta dnque da stabilire quello che avverrà dal 2021 in poi. Stesso discorso per il programma Erasmus e per il visto.

In caso di accordo tra il Regno Unito e l’UE sui termini dell’uscita, uno studente che intendesse restare oltre il 31 dicembre 2020 dovrà fare richiesta gratuitamente per ottenere un permesso di residenza (EU Settlement Scheme) che darà diritto alla permanenza nel Regno Unito, con accesso a tutti i servizi pubblici e alla possibilità di chiedere la cittadinanza britannica dopo cinque anni di permanenza continuativa nel paese.

In caso di mancato accordo, gli studenti ammessi agli atenei oltremanica dovranno fare domanda per un permesso temporaneo di permanenza (European Temporary Leave to Remain) con validità di 36 mesi. Qualora questo periodo non dovesse essere sufficiente a coprire un corso di studi di durata superiore, ad esempio di 4 anni, il governo britannico definirà successivamente tutti i dettagli utili in riferimento alla necessità di ottenere un visto di più lunga durata per gli studenti UE.

Secondo i dati duffusi dall’ambasciata britannica, sono circa 16.000 gli studenti italiani iscritti attualmente in atenei britannici, per corsi di laurea o di specializzazione. Oltre agli studenti, vale la pena ricordare i 5.000 professori, ricercatori e scienziati italiani che sono attualmente in forza presso le università oltremanica.