Stress test inglesi: Co-op bocciata, Lloyds e RBS salve per un soffio

16 Dicembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

LONDRA (WSI) – La Co-operative Bank, Lloyds e Royal Bank of Scotland hanno tutte e tre fallito gli stress test della Banca d’Inghilterra che prevedevano lo scenario di crisi peggiore possibile.

Lloyds e RBS hanno però in realtà già provveduto a rafforzare i loro cuscinetti di capitale da quando gli esami sono stati condotti, pertanto tecnicamente non fallirebbero quest’anno, mentre non ce l’avrebbero fatta l’anno scorso.

La banca scozzese ha superato gli esami con un risultato di 4,6% – appena lo 0,1% sopra il minimo richiesto. Per Lloyds il computo finale è stato del 5% (vedi grafico a fianco). Insomma, entrambi gli istituti britannici l’hanno scampata bella.

Le riserve di capitale di Co-op sono state prosciugate dalle condizioni più difficili prese in considerazione dai test (ovvero una recessione grave, un’inflazione in netto rialzo e un peggioramento della disoccupazione).

La Co-op è stata obbligata a sottomettere il suo piano di capitale un’altra volta, dal momento che il cuscinetto sarebbe negativo nell’evento di una crisi economica di vasta portata.

La Banca d’Inghilterra ha sottolineato che i rischi globali per il sistema finanziario sono aumentati da giugno. I management dovranno cambiare strategia per rafforzare i loro bilanci e scongiurare un efftto ca tena in caso di nuova crisi. L’outlook per l’economia globale è peggiorato negli ultimi sei mesi anche per via della crescita delle tensioni politiche.

Il presidente Mark Carney ha osservato che il calo dei prezzi del petrolio è positivo, ma pone un rischio per la stabilità.
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Ricapitolando, negli stress test condotti otto banche britanniche sono state messe sotto esame dalla Banca d’Inghilterra prendendo come esempio uno scenario avverso di recessione, perdita di valore della sterlina, crescita dell’inflazione e dei tassi di interesse, tasso di disoccupazione raddoppiato e crollo dei prezzi immobiliari.

Co-op non avrebbe le risorse di capitale sufficienti per sopravvivere a tale crisi sistemica. RBS e Lloyds erano troppo deboli alla fine del 2013, mentre nel 2014 ce la farebbero, grazie al miglioramento delle loro posizioni di capitale.

John Thanassoulis, professore di economia finanziaria presso la Warwick Business School, è preoccupato: ora tutti sanno che alcune banche dovranno vendere degli asset.

Gli analisti di Shore Capital guardano al lato positivo della medaglia, dicendo che il report di oggi dovrebbe aprire la strada al ritorno allo stacco della cedola per gli azionisti di Lloyds a partire dalla primavera 2015, sei anni dopo lo stop successivo al piano di aiuti del governo. Gli azionisti di RBS, invece, dovranno aspettare un paio di anni in più, fino al 2017.

(DaC)