Stress test, Bond subordinati: di quali ci si può fidare

1 Agosto 2016, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Il verdetto dell’Eba è arrivato venerdì sera ma a dispetto di quanto è previsto alcune banche europee si dimostrano particolarmente solide. Nello scenario avverso degli stress test solitamente con un livello di capitale Tier 1 sotto il 7%, in teoria scatta la svalutazione delle obbligazioni delle banche. In teoria questo perchè in pratica dopo la pubblicazione dei risultati degli stress test tornano in primo piano alcune obbligazioni subordinate. In particolare sono tre i bond subordinati bancari dalle caratteristiche differenti, quotati sull’ “Otc”:

  • la danese Danske Bank con Cet1 di 17,6 nel 2018 nello scenario standard e di 14,0 in quello negativo la cui emissione subordinata è un pò anomala in sterline con scadenza 29/9/2021, a tasso fisso ,375% fino alla “call” – prevista proprio nel 2018 (28/9) che si trasforma in seguito, nel caso non fosse richiamata, in tasso variabile indicizzato Libor 3 mesi + 1,94% (Isin XS0176929684 – taglio 1.000 Gbp e importo globale di 350 milioni di sterline);
  • la francese BPCE con Cet1rispettivamente di 14,5 e 9,7 non rientra nella top ten bancarie, ma nel contesto euro si posizione bene, indicativamente sugli stessi livelli di Intesa Sanpaolo. Dispone di uno perpetual in dollari Usa, con “call” è scaduta nel 2012, anno da cui l’istituto ha continuato a mantenere la struttura a tasso fisso del 6,75%, con pagamento trimestrale delle cedole. In teoria potrebbe rimborsare al termine di ogni tre mesi e il prezzo lo conferma, restando poco sopra i 101, con uno “spread” denaro/lettera che talvolta tende ad ampliarsi;
  • Credit Agricole (Cet1rispettivamente di 14,8 e 10,5), il cui titolo subordinato in dollari Usa è ormai in “post call” dal 2012 e teoricamente potrebbe rimborsare a ogni pagamento di cedola (semestrale – la prossima è prevista il 19 ottobre 2016). In questo caso la cedola è fissa al 7,375% e il titolo quota sui 102,2/102,4 (Isin FR0010533554 – taglio 2.000 Usd e importo globale di 500 milioni di Usd).

Da prendere in considerazione è anche il fronte dei bond subordinati Tier 2 in euro di molte banche italiane, quotate su Mot o Tlx come il Banco Popolare (Cet1 di 14,6 nel 2018 nello scenario standard e di 9,0 in quello negativo) che prezza sul Mot il Tv Eur3m+4,375 Lg22 Sub Tier2, che prevede appunto fino a scadenza un’indicizzazione al tasso Euribor 3 mesi maggiorato di uno spread su base annua del 4,375% (Isin IT0005120313 – scadenza 30/7/2022 – taglio 1.000 euro).

O ancora Intesa Sanpaolo (Cet1rispettivamente di 12,8 e 10,2) che dallo scorso anno propone su Tlx un altro tasso variabile della stessa struttura: si tratta dell’Isp-Tv Sub 30gn22, con indicizzazione Euribor 3 mesi + 2,37% (Isin IT0005118838 – scadenza 30/6/2022 – taglio 1.000 euro). Il titolo quota sui 98,6, con una cedola in corso del 2,08%. Infine Unicredit (Cet1 rispettivamente di 11,6 e 7,1) che è stata la prima a proporre una struttura di tale tipo e ora quota sui 94,6 contro un massimo nei mesi scorsi a 102,6, con una cedola in corso del 2,5%.

Fonte: Traderlink