Stellantis ferma la produzione in alcuni stabilimenti europei. Ecco perché

30 Agosto 2022, di Mariangela Tessa

La crisi dei chip continua a creare problemi a Stellantis. Il gruppo nato dalla fusione di Fiat Chrysler Automobiles (Fca) e Psa e guidato a livello globale dal ceo Carlos Tavares è stato costretta a prolungare gli stop alla produzione nei suoi stabilimenti di Vigo e Figueruelas, in Spagna, a causa della mancanza di componenti. Lo riporta la stampa spagnola, spiegando che gli operai dello stabilimento Stellantis di Vigo sono stati chiamati a rientrare lunedì 5 settembre, dopo aver accumulato già 40 fermi di produzione nel primo semestre 2022.

I problemi di Stellantis

Per quanto riguarda invece lo stabilimento di Stellantis a Figueruelas, l’attività sarà fermata completamente nelle due linee di produzione dal turno notturno di martedì e fino a sabato mattina per mancanza di componenti.

Problemi analoghi sono stati riscontrati in Francia nello stabilimento Stellantis di Sochaux, nella regione della Borgogna-Franca Contea,  dove il gruppo è stato costretto a fermare la produzione fino a sabato per carenza di alcuni componenti. Lo stabilimento aveva riaperto i battenti il 16 agosto dopo tre settimane di pausa estiva.

Gli effetti della crisi dei chip sul settore auto

La carenza di chip che si è abbattuta sul settore auto risente soprattutto della concorrenza che il settore deve subire da parte dei giganti dell’elettronica di consumo, che arriva mentre in cui la transizione verso la motorizzazione elettrica sta imponendo vincoli pesantissimi.

La Semiconductor Industry Association (Sia), che raggruppa il 70% dei produttori a livello mondiale, ha reso noto che le vendite di chip hanno raggiunto la cifra stratosferica di 152,5 miliardi di dollari nel primo semestre 2022, con una crescita del 13,3% rispetto allo stesso periodo del 2021.

Nonostante questi picchi di produzione, nei primi sette mesi del 2022 gli esperti di AutoForecast Solutions hanno stimato la mancata fabbricazione di 1,06 milioni di mezzi negli Stati Uniti e 1,04 milioni in Europa, con un totale che dall’inizio della crisi dei chip, nel 2021, ha portato alla cancellazione di ben 13 milioni di veicoli.

E la situazione sembra destinata a peggiorare. Secondo le ultime stime degli analisti di Gartner, entro il 2026 ogni veicolo conterrà chip per un valore non inferiore ai 1.000 dollari.