Bombe a New York e New Jersey, arrestato ricercato 28enne

19 Settembre 2016, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – Ancora terrore a New York. Sabato sera, dopo una settimana circa dal 15esimo anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle, un ordigno è esploso nel quartiere di Chelsea, alle ore 20.30 (2.30 ora italiana), ferendo 29 persone. Una di queste versa in condizioni gravi. A quattro isolati di distanza è stato rinvenuto un altro ordigno inesploso, una pentola a pressione con un telefono cellulare e fili elettrici, uguale a quello che causò la morte di numerose persone durante la maratona di Boston nel 2013. Tre dispositivi sono stati ritrovati anche nel New Jersey, uno di questi è esploso senza fare vittime.

Il principale sospettato è stato arrestato lunedì, ma non prima di provare a difendersi. Un poliziotto è stato colpito da un’arma da fuoco a Linden, nel New Jersey, non lontano dal quartiere di Elizabeth dove sono stati rinvenuti cinque dispositivi dinamitardi. È qui che le autorità hanno dato la caccia al presunto attentatore del weekend nel New Jersey, nell’area di Seaside Park, e a New York City, dove è esplosa una bomba nelle parte occidentale di Manhattan.

Le piste seguite sono ancora tante e per ora non c’è una prova di connessione al terrorismo internazionale. La polizia ha però messo le manette a un ragazzo del New Jersey nato in Afghanistan e cittadino americnao, Ahmad Khan Rahami, di 28 anni. Stando a quanto riferito dai media americani, il raid dell’Fbi in un appartamento del quartiere di Elizabeth era direttamente collegato alla ricerca della persona sospettata. “È armato e pericoloso”, aveva avvertito il sindaco di New York, Bill de Blasio.

“Ci sono similitudini tra le bombe e il modo in cui sono state fabbricate e assemblate e le tecnologie utilizzate. Pertanto ci sono indizi sul fatto che ci potrebbe essere un’identità che accomuna tutti gli attentati dinamitardi”, ha detto de Blasio. Anche se è ancora presto per trarre conclusioni “il sospetto che abbiamo è che ci possa essere un legame con l’estero. È per lo meno quello che ci risulta dalle indagini preliminari”.

Bombe concepite per fare il massimo danno

Il New York Times ha svelato che le due bombe erano piene di schegge e frammenti metallici, “concepite per fare il massimo danno in termini di caos e vittime”. Il sindaco di New York Bill De Blasio accorso subito sul luogo dell’esplosione commenta:

Non ci sono minacce specifiche. È stato un episodio molto grave e sicuramente intenzionale, ma per il momento non ci sono prove credibili di legami con il terrorismo, né emergono minacce specifiche per la nostra città (…)  Bisogna essere molto pazienti, non ci sono risposte facili. C’è ancora molto da fare per capire quali sono il movente e gli autori di quanto accaduto”.

Paura anche in Minnesota dove nove persone sono state ferite a coltellate da un americano di origini somale nel centro commerciale Crossroads Center di St. Cloud. L’ISIS non ha perso tempo a rivendicare l’attacco.

“Abbiamo avuto conferma che ha chiesto ad almeno una persona se fosse musulmana prima di aggredirla e prima di attaccare ha inneggiato ad Allah”, ha detto Blair Anderson, il capo della polizia di st. Cloud. Nessuno dei feriti è in pericolo di vita.

Grande paura anche in New Jersey dove intorno alle 21.30, le 3.30 in Italia nei pressi della stazione ferroviaria di Elizabeth, sono stati trovati tre ordigni classificati come esplosivi. Il sindaco di Elizabeth, Chris Bollwage, ha parlato di pacco sospetto, nella fattispecie di uno zaino abbandonato tra i binari  che conteneva una bomba innescata.

Gli artificieri avrebbero fatto brillare l’ordigno, ma non sarebbe stato dato alcun preavviso per l’imminente deflagrazione perché essa pare sia avvenuta in maniera accidentale durante l’ispezione di un robot che gli artificieri usano propri in casi simili. Nessun danno o ferito è stato riportato.

Le bombe sono esplose alla vigilia dell’arrivo nella città di New York del premier Matteo Renzi insieme a 191 capi di stato e di governo in vista del summit sui rifugiati di lunedì e dell’assemblea generale dell’Onu.

`Nelle stesse ore, per l’attentato di sabato sera a Manhattan, sarebbero state fermate ad un posto di blocco cinque persone sospette. I fermi sono avvenuti sul ponte di Verrazzano a Brooklyn, i fermati provenivano dal New Jersey e da Staten Island e viaggiavano in direzione dell’aeroporto Jfk. Alcuni media parlano di armi nascoste nel SUV dei cinque.

La reazione dei candidati alla presidenza Usa

Le notizie delle bombe sono arrivate immediatamente ai due candidati alla presidenza degli Stati Uniti. Donald Trump parlando alla stampa ha affermato:

“È una cosa terribile quella che sta succedendo nel nostro mondo, quello che sta avvenendo nel nostro Paese. Saremo duri, intelligenti e vigili e metteremo fine a tutto questo”.

Più cauta Hillary Clinton invece:

“Prima di giudicare dovremo capire meglio cosa è successo, avere informazioni precise, capire i moventi di questi persone, capire chi si cela dietro questi incidenti”.

Filmata nel suo aereo, con dietro a lei lo slogan della sua campagna presidenziale “Stronger together“, Clinton ha aggiunto che “dobbiamo fare tutto il possibile per sostenere le vittime”.