S&P’s: “Calo Npl non basta. Banche italiane più fragili rispetto alle concorrenti”

20 Dicembre 2019, di Mariangela Tessa

Il calo delle sofferenze non basta. I rischi del settore per le banche italiane restano più elevati rispetto a quelli delle concorrenti degli altri paesi europei. La pensano così gli analisti dell’agenzia di rating S&P in un rapporto di valutazione del rischio del comparto bancario italiano in cui si legge:

“Riteniamo che le banche italiane continuino ad affrontare un rischio economico più elevato rispetto alla maggior parte dei loro pari, nonostante i miglioramenti degli ultimi tre anni” spiegano gli esperti, aggiungendo che:

Lo stock lordo complessivo di Npe è sceso a 165 miliardi di euro a giugno 2019, circa l’11% dei prestiti alla clientela rispetto ai 340 miliardi di euro del 2015, principalmente grazie alle cessioni”.

Guardando avanti, le stime dell’agenzia di rating indicano che gli Npe scenderanno al di sotto del 10% dei prestiti alla clientela entro fine 2020.

“Sebbene ciò rappresenti un progresso sostanziale, questo grande stock rimanente potrebbe rappresentare un rischio di coda qualora l’economia italiana dovesse deteriorarsi ulteriormente”.

Gli svantaggi degli istituti italiani

A impedire una riduzione più rapida degli Npl sono i tempi lunghi delle procedure di insolvenza e pignoramenti e in genere le lentezze del sistema giudiziario.

“A nostro avviso – prosegue l’agenzia di rating – anche i rischi del settore per le banche italiane sono più elevati rispetto a quelli delle banche degli altri paesi europei.

Per gli esperti, è probabile che l’accesso di molte banche ai mercati di finanziamento all’ingrosso rimanga suscettibile a periodi di volatilità a causa delle incertezze sulla futura politica del governo e sulle prospettive economiche.

Inoltre per S&P i problemi strutturali, quali basi di costo elevate e la frammentazione del settore, abbinati a tassi di interesse ancora molto bassi, continueranno a limitare la redditività delle banche.

“Fattori di supporto per il sistema bancario italiano – conclude S&P – sono la tradizionale attenzione dell’Italia ai prestiti a consumatori e aziende. Inoltre riteniamo che i suoi standard regolatori siano allineati alle migliori pratiche internazionali, principalmente grazie alla supervisione diretta della Banca centrale europea di oltre l’80% del settore bancario”.