Banche italiane, Ue: “fondo Atlante non aggira norme su aiuti di Stato”

20 Aprile 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Un apparente doppio via libera della Commissione Ue all’Italia. Stando a quanto ha dichiarato Margarethe Vestager, commissario Ue alla concorrenza, l’Unione europea ha raggiunto un accordo con l’Italia sulla questione dei rimborsi che spetteranno agli obbligazionisti, che hanno perso in alcuni casi i risparmi di una vita, puntando sui bond delle quattro  banche salvate con decreto dal governo. Ovvero: Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara, CariChieti.

Così Vestager:

“Abbiamo raggiunto un accordo con il governo italiano sulla questione delle quattro banche“.

Vestager ha anche reso noto, rispondendo a una domanda precisa, che secondo la Commissione Ue l’Italia non sta cercando di aggirare le norme europee sugli aiuti di stato con il lancio del Fondo Atlante.

“Non penso che gli italiani preparino qualcosa per aggirare le regole sugli aiuti di Stato. Penso invece che stiano cercando di percorrere la strada migliore per andare avanti”.

Tutto questo, mentre l’attenzione di focalizza oggi sulla Popolare di Vicenza: la banca che, come scrive Il Giornale, vale meno di zero:

Il quotidiano scrive:

“Secondo i broker più pessimisti, indipendentemente dal range di prezzo sarà difficilissimo quotare la banca perché il mercato pare non avere alcuna intenzione di sottoscrivere l’Ipo. «Nella migliore delle ipotesi se la comprerà tutta Atlante», ha commentato un trader all’ agenzia Reuters. «Allo stessa valutazione puoi comprare banche migliori come la stessa UniCredit, quindi perché gli investitori dovrebbero comprare la Vicenza?», si chiede un altro esperto”.

Questo, mentre Francesco Iorio, consigliere delegato della banca vicentina, in un’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore, ha commentato le condizioni dell’aumento di capitale da 1,75 miliardi che è stato imposto dalla Bce.

“Nonostante tutto, non appena riceveremo il nulla osta di Consob, potremo avviare l`operazione. E in queste condizioni di mercato non poteva certo considerarsi un risultato scontato. C`è stato uno sforzo enorme, ma alla fine siamo riusciti grazie anche alla collaborazione dei global coordinators, a raggiungere le condizioni per andare sul mercato”.

Detto questo, lo stesso Iorio afferma, riferendosi alla forchetta fissata tra 0,1 e 3 euro per azione:

“Mi rendo perfettamente conto che a questi prezzi la perdita di valore e la potenziale diluizione siano elevate, ma per lo stesso motivo con questi numeri si potrebbero anche prospettare possibilità di incremento di valore rispetto al valore di sottoscrizione”.

Unicredit rende inoltre noto oggi che il fondo Atlante sottoscriverà l’eventuale inoptato dell’aumento di capitale della Banca Popolare di Vicenza a 0,1 euro.

“In forza dell’accordo di sub-underwriting, il fondo Atlante si è impegnato, in caso di mancata integrale sottoscrizione dell’aumento di capitale, a sottoscrivere le azioni a un prezzo unitario non superiore al minimo della proposta di UniCredit. Pertanto, a seguito della approvazione dell`intervallo di valorizzazione indicativa da parte del cda della Popolare di Vicenza, il prezzo di sottoscrizione unitario delle azioni da parte del fondo sarà pari a 0,1 euro”. Ancora: “si da atto che Quaestio non ha partecipato né all’attività di pre-marketing né alla definizione di qualunque proposta e che pertanto la stessa non potrà essere ritenuta responsabile, a qualsiasi titolo, in relazione alla proposta e alla determinazione dell`intervallo di valorizzazione”.

Ma intanto Il Giornale fa notare:

“Non sono ancora in Borsa ma soffrono già i piccoli azionisti della Vicenza: i loro titoli nel 2014 valevano 62,5 euro per poi essere svalutati a 48 un anno dopo e a 6,3 nei mesi scorsi quando è stato fissato il prezzo del recesso. Diritto per altro esercitato solo dallo 0,27% del capitale sociale per un controvalore da liquidare pari a circa 1,7 milioni. Un falò miliardario di soldi investiti dai soci-clienti nell’arco di un ventennio della gestione Zonin.