Speculazioni e vendite scatenate su oro

2 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

LEGNANO (WSI) – Che dire? Dopo settimane di bassa volatilità il mercato ieri e stanotte ha fornito aumenti della stessa in maniera violenta, in seguito a quanto accaduto in America e a quanto sta accadendo in Italia.

Oro, il gran movimento

Quello che da più di un anno a questa parte non sta rappresentando più un safe heaven per diverse ragioni sulle quali abbiamo avuto modo di ragionare ieri ci ha dato conferma di come, gli investitori, non siano alla ricerca di protezione dall’inflazione (in calo sostanzialmente ovunque, o su livelli fortemente ancorati sotto i diversi target), ma soprattutto dalla possibilità che qualche moneta vada a perdere valore strutturale nel tempo. Di fronte ad una notizia come lo shutdown americano infatti, ci si sarebbe potuti aspettare delle salite del metallo giallo dovute alla sua natura di bene rifugio, ma abbiamo assistito esattamente al contrario, come spesso accaduto negli ultimi mesi.

Una discesa di quasi il 4% con perdita di valore di 50 dollari all’oncia, di fronte ad un dollaro che recuperava le perdite della nottata e a borse che, soprattutto sul fronte europeo, hanno recuperato tutte le perdite fatte segnare all’apertura di settimana e hanno guadagnato parecchi punti sui rumors che in Italia il governo non sarebbe effettivamente caduto (oggi alle ore 9.30 il voto di fiducia).

Situazione delicata

La situazione è estremamente delicata e questo ci viene confermato dai movimenti avvenuti questa notte sulle borse asiatiche, con il Nikkei che è andato a perdere oltre 300 punti (contro i 500 guadagnati dall’indice italiano ed i 100 di quello tedesco), movimento corrisposto ad acquisti di yen (questa correlazione rimane valida) e che si è trascinato dietro i futures americani, in correzione rispetto alla salita cui abbiamo assistito ieri.

Come interpretare dunque i diversi scenari che ci si stanno ponendo di fronte? A nostro parere quello che i prezzi ci hanno mostrato è indice di fiducia nell’economia americana e nel fatto che si potrebbe effettivamente evitare un tracollo il prossimo 17 ottobre (da qui a quella data è probabile che il sentiment cambi direzione più volte), di assegnazione di importanza strategica ed economica dell’Italia per l’intera Europa e di forte speculazione che, abbinata ai bassi livelli di volatilità dell’ultimo periodo, può essere foriera di forti movimenti direzionali da poter cavalcare nell’intraday.

E non è finita

Oggi infatti ci sarà l’incontro della BCE, eccezionalmente di mercoledì anziché di giovedì, con l’assenza della Bank of England. Un evento che si potrebbe considerare quasi pensato apposta per gli investitori, che seguiranno con attenzione l’unico appuntamento della giornata, di fronte al quale le aspettative risultano differenti.

C’è chi si attende un taglio di tassi e del corridoio (noi lo auspichiamo ma non crediamo avvenga), chi crede che verranno messe in atto nuove operazioni di rifinanziamento del sistema interbancario a causa della cosiddetta liquidità in eccesso, passato dagli oltre 800 miliardi di marzo 2012 agli attuali 216, chi crede che si utilizzerà il potere della parola.

Noi ci schieriamo tra quest’ultimi e le conseguenze che potrebbe avere un nulla di fatto potrebbero stupirci. E’ possibile infatti che il mercato vada ad interpretare una non mossa del genere come una dimostrazione di tranquillità da parte della BCE che non considera la situazione attuale talmente grave da dover intervenire e questo potrebbe, a sorpresa, risultare supportivo per l’euro, date le reazioni che ci hanno accompagnato fino a qui. Non possiamo tuttavia escludere la possibilità che l’euro vada a perdere valore a causa dell’esatto opposto rispetto a quanto visto, ovvero del fatto che gli investitori vadano a giudicare come in ritardo (secondo noi il ritardo è palese) le potenziali mosse della BCE. Staremo a vedere e seguiremo insieme l’appuntamento alle ore 14.30.

QUADRO TECNICO

EurUsd: il livello di 1.3515 ieri e durante la notte ha tenuto ed il trigger ipotizzato in area 1.3505 non è stato raggiunto. In caso di rottura di esso è possibile attendersi dei tentativi di raggiungimento dell’area di 1.3490 che, se a sua volta superato potrebbe condurre a visitare l’area che parte da 1.3475 e che termina a 60. Sotto 1.3450 si aprono scenari di discese importanti, verso la figura. Il fatto che i supporti abbiano tenuto ma che attualmente ci troviamo lontani da essi non permette nessuna valutazione di posizionamenti long fino a che non dovessimo oltrepassare 1.3560.

UsdJpy: rafforzamento sulla discesa del Nikkei per lo yen, che ha portato le quotazioni sui minimi di periodo. Possibile curare la formazione di una divergenza rialzista oraria che potrebbe, in caso di formazione, portare al raggiungimento dei primi punti di resistenza posti a 97.90, dove passa la media a 21. In caso di approfondimento sotto 97.40 il mercato potrebbe tentare estensioni verso 96.90.

EurJpy: la congestione tra 132.75 e 133.50 vista ieri è stata rotta a ribasso con il raggiungimento dei target stabiliti (in questi casi lavorare con ordini OCO utilizzando l’altezza della congestione come potenziale obiettivo è una strategia ad alta probabilità di riuscita). Siamo ora sotto la media a 21 che insieme a 132.50 potrebbe rappresentare una buona resistenza da sfruttare per vendite di euro, considerando che se questo dovesse avvenire potremmo considerare la possibilità di raggiungere i minimi di fine settembre ma anche tenendo presente lo scenario di una potenziale divergenza rialzista oraria, che se dovesse formarsi e dovesse vedere i prezzi superare l’area di 132.60 potrebbe lasciare spazio a salite verso 133.00.

GbpUsd: sotto 1.6185 abbiamo raggiunto 1.6170 senza che esso sia stato rotto definitivamente. Sotto questo livello infatti consideravamo la possibilità di veder partire flussi di vendita verso il più importante 1.6130. Curiamo quest’area e 1.6215 come possibili punti di rottura, con 1.6130 e 1.6245 come potenziali livelli obiettivo, anche se riconosciamo che la situazione tecnica non risulti delle migliori.

AudUsd: l’area di resistenza vista ieri è stata sforata di 15 punti prima che partisse la correzione attesa. Correzione che ha portato al raggiungimento dei punti di massimo precedenti, come spesso accade, e movimento che, dopo una congestione che ha contenuto le quotazioni all’interno di una quarantina di punti, ha approfondito a ribasso sui brutti dati rilasciati stanotte (bilancia commerciale in forte calo), raggiungendo 0.9350. Non vediamo la possibilità di formazione di divergenze rialziste di breve per cui seguiamo eventuali pull back sulle resistenze che partono da 0.9375 per valutare eventuali discese che se dovessero superare area 0.9335 potrebbero portare ad estensioni verso la figura. Per assistere a risalite, crediamo che i prezzi debbano riportarsi sopra area 0.9390.

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