Salone del Risparmio, Sandrin (LGIM): ecco come difendersi dall’inflazione

9 Maggio 2022, di Valentina Magri

L’inflazione è sicuramente una delle maggiori preoccupazioni per chiunque e il fulcro di molti dibattiti sugli investimenti in tutto il mondo; noi come LGIM riteniamo che sia fondamentale porsi le domande giuste ed essere preparati per tutte le conseguenze potrebbe portare; che è molto diverso dal prevederle. A nostro avviso, è fondamentale che gli investitori non perdano di vista quelli che sono gli obiettivi di rendimento complessivo del loro portafoglio, adottando un approccio equilibrato che tenga in considerazione anche altri rischi, come quello di mercato e il dilemma della concentrazione. Pertanto, la nostra risposta all’inflazione è di natura più strutturale e focalizzata sulla creazione/gestione di un portafoglio davvero diversificato, che tenga conto dei rischi e possa performare bene sia nell’attuale scenario di alta inflazione, sia negli scenari incerti che ci attendono”.

L’ha detto ai nostri microfoni Giancarlo Sandrin, Italy and Spain Country Head di LGIM, che abbiamo intervistato alla vigilia del Salone del Risparmio, che si svolgerà dal 10 al 12 maggio 2022 (e cui parteciperemo anche noi con un’interessante conferenza).

Come investire in un periodo di volatilità come questo?

Con gli ultimi mesi che sono stati caratterizzati da notizie drammatiche di stampo sia geopolitico che economico, è comprensibile che gli investitori siano nervosi. Tuttavia, se questi dovessero prendere la decisione di ritirarsi dal mercato perché spaventati da un’eventuale caduta, allo stesso tempo rinuncerebbero all’opportunità di trarre beneficio da alti rendimenti. Infatti, storicamente ai periodi di forte contrazione sono sempre seguite rapide correzioni, che hanno portato i mercati a recuperare le loro perdite e, talvolta, a crescere oltre i livelli pre-crisi.

Quali sono le implicazioni del coronavirus sulla sicurezza informatica?

 Per affrontare la pandemia di Covid-19, in tutto il mondo si sono sviluppate delle nuove abitudini digitali, che hanno portato a una forte accelerazione dell’Internet of Things (IoT) e della digitalizzazione. Tuttavia, questo ha causato anche la crescita in parallelo degli attacchi informatici. Pertanto, l’investimento di risorse per lo sviluppo della sicurezza informatica è diventato sempre più importante per governi e imprese. Infatti, abbiamo assistito a un aumento della spesa in questo settore a livello globale e all’implemento di iniziative per migliorare la cybersecurity sia pubbliche che private.

L’anno scorso, per esempio, l’amministrazione Usa ha firmato l’ordine esecutivo sul miglioramento della sicurezza informatica della nazione, che mira a rimuovere le barriere alla condivisione delle informazioni sulle minacce tra il governo e il settore privato, a incrementare la sicurezza della supply-chain e a migliorare il rilevamento degli attacchi informatici sul network federale.

Il Consiglio europeo ha invece approvato l’istituzione del Cybersecurity Competence Centre, per creare sinergie tra gli investimenti in ricerca, tecnologia e sviluppo industriale, e della Joint EU Cyber ​​Unit, per rafforzare la cooperazione transfrontaliera.

Quali rischi porta con sé la cybersicurezza per i risparmiatori?

Con gli attacchi informatici che stanno diventando sempre più numerosi, i governi e le imprese stanno cercano di sviluppare delle difese sempre più all’avanguardia, investendo sempre più risorse. Queste ultime, soprattutto, sono consapevoli che un attacco informatico potrebbe avere conseguenze come la stessa bancarotta, dovuta non solo al furto di denaro o alle interruzioni delle attività, ma anche al pagamento di ingenti sanzioni dovute proprio a defaillance informatiche, che in Europa vanno da 20 milioni di euro, fino al 4% del fatturato annuo. Anche per questo è importante individuare i potenziali vincitori di questo megatrend e noi di LGIM lo facciamo attraverso un processo di ricerca attiva.

Quali opportunità d’investimento offre ai risparmiatori il trend della cybersicurezza?

Noi di LGIM riteniamo che la cybersecurity sia un trend di lungo periodo che interessa gli individui, le istituzioni e la società nel suo insieme, e che gli eventi degli ultimi mesi abbiano contribuito ad accelerare ulteriormente. A livello di investimento, questo tema include gli sviluppatori di antivirus o firewall, che sono i primi operatori a cui si potrebbe pensare, ma anche le aziende che sviluppano soluzioni di cloud computing, sistemi di riconoscimento facciale o delle impronte digitali e di AI utilizzati nella difesa dalle violazioni informatiche. La testata californiana Cybersecurity Ventures per il quinquennio 2021-2025 prevede una crescita della spesa globale per prodotti e servizi di sicurezza informatica fino a 1,75 trilioni di dollari, rispetto a 1 trilione dell’arco temporale 2017-2021.