Spagna: famiglie senza lavoro occupano villaggi turistici

29 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Manoli Herrera, spagnolo, 39 anni, disoccupato, non ce l’ha fatta più a pagare il mutuo della sua casa. Poche settimane fa ha deciso di consegnare il suo appartamento alla banca e si è trasferito in uno di sei edifici abbandonati, occupati da altre famiglie senza lavoro, a Sanlucar de Barrameda, una città sulla costa meridionale della Spagna.

“Non volevo che i miei due bambini di sperimentassero, oltre alle difficoltà di questi anni, anche la violenza di uno sfratto ” ha detto in un’intervista all’agenzia Afp.

Qui sono circa venti le famiglie, con figli a carico, che si sono trasferite il 30 giugno scorso. Un esempio seguito, pochi giorni dopo, da altre 60 famiglie che hanno occupato altri cinque edifici vicini. Si tratta di un complesso turistico, che appartenevano a un immobiliarista, andato in bancarotta e di cui si sono perse le tracce.

Un messaggio scritto su un lenzuolo bianco che pende da uno dei cortili recita: “Ogni individuo ha diritto ad una casa”.

Gli edifici occupati sono stati ribattezzati “I cortili della dignità.” Il nome è stato ispirato al nome di un altro edificio occupato a Siviglia nel maggio 2012 da circa 20 famiglie, chiamato “Utopia cortile.”

Quello di Manoli Herrera è solo un esempio dell’esercito di famiglie spagnole che ha perso l’abitazione in seguito allo scoppio della bolla immobiliare nel 2008. Da allora, mentre gli sfratti sono saliti alle stelle, si stima che siano oltre 700.000 le nuove abitazioni vuote sparse in tutta la Spagna, spesso occupate da squatter.