Italia, S&P: ipotesi taglio rating non scartata per il futuro

6 Febbraio 2019, di Mariangela Tessa

Un peggioramento dell’economia italiana non è escluso, ma per ora S&P non mette in conto  un cambio a breve il suo giudizio sull’Italia.  E’ quanto spiegato nel corso di un webcast tenuto ieri dagli esperti dell’agenzia di rating, che lo scorso ottobre hanno portato a “negativo” da “stabile” l’outlook sul nostro Paese lasciando a “BBB” il giudizio sulla sua tenuta creditizia.

Gli esperti hanno tuttavia fatto notare che, in caso di aumento delle aspettative di una contrazione dell’economia, finita in recessione tecnica a fine 2018,  i conti pubblici potrebbero peggiorare e di conseguenza anche il rating.

“Non crediamo che l’Italia sia una storia che si muove rapidamente dal punto di vista del credito ma se si pensa che ci siano due anni consecutivi di crescita negativa del Pil, chiaramente questo inizia a pesare sui conti pubblici e alla fine sul rating”, ha spiegato Frank Gill, senior director per la regione Europa, Medio Oriente e Africa di S&P.  Secondo Gill, il “rischio chiave delle politiche dell’attuale governo è legato soprattutto alle prospettive di crescita”.

In un quadro a tinte fosche, non manca però un aspetto positivo. Facendo un implicito riferimento ai dati dell’Istat del Pil del terzo e quarto trimestre del 2018, scesi rispettivamente dello 0,1% e dello 0,2%, l’esperto ha spiegato che “sebbene i dati sul Pil siano stati deludenti, specialmente negli ultimi sei mesi, vale la pena ricordare che se si guarda ai dati del mercato del lavoro, essi non riflettono quelli del Pil. In altre parole, c’e’ stata una crescita dell’occupazione in Italia, almeno fino al terzo trimestre”