S&P: Brexit peserà per anni su crescita Eurozona

28 Settembre 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Gli analisti di S&P rivedono al ribasso le stime sul Pil Italiano di quest’anno, portandolo al +0,9% dal precedente +1,1%.

La nuova stima, resa nota in uno studio in cui l’agenzia aggiorna la propria analisi sugli effetti economici nel Regno Unito e nella zona euro del voto sulla Brexit, per quanto negativa resta comunque più ottimista di quella del governo. Ieri infatti l’esecutivo ha tagliato le stime sul pil 2016 a +0,8% dal +1,2% stimato in precedenza e nel 2017 a +1% dal precedente +1,4%. Restano invariate le previsioni sul Pil italiano del 2017 e del 2018, rispettivamente, a +0,8% e a +0,9% stimati all’inizio dell’estate.

Nel report pubblicato pubblicato oggi, l’agenzia aggiorna dunque la propria analisi sugli effetti economici nel Regno Unito e nella zona euro del voto sulla Brexit, S&P sottolinea come i rischi di recessione siano stati evitati, anche se rimangono le prospettive di una bassa crescita.

“Non è caduto il cielo su nessuna delle due rive della Manica, contrariamente alle preoccupazioni di una discesa del Regno Unito in recessione”, ha commentato Jean-Michel Six, capo economista di S&P per l’Europa, pur avvertendo che “l’effetto della Brexit si farà sentire per anni”.

Secondo gli analisti, la decisione del Regno Unito di lasciare l’Ue avrà un effetto negativo sull’economia del Paese di 2,1 punti percentuali complessivi da qui a fine 2018: per quest’anno le attese sono per un Pil in aumento dell’1,8%, dell’1% nel 2017 (da 0,9% previsto a giugno) e dell’1,1% nel 2018 (da +1%).

L’impatto sarà più contenuto per l’Eurozona, con una riduzione della crescita del Pil stimata in 0,7 punti percentuali nel biennio 2017-2018. Per l’area euro le nuove previsioni indicano un +1,4% sia l’anno prossimo sia nel 2018 (da 1,3% e 1,4%).