Sostenibilità e fondi ad impatto: la strategia di Candriam presentata a Consulentia

7 Aprile 2022, di Massimiliano Volpe

A Consulentia 2022 si è parlato anche di sostenibilità e investimenti ESG. Nel corso dell’evento Anasf abbiamo incontrato Matthieu David, Head of Italian Branch di Candriam che ci ha illustrato la strategia dei fondi ad impatto e di quelli tematici nell’attuale contesto caratterizzato dall’impennata dell’inflazione e dalle tensioni geopolitiche.

Voi di Candriam avete una serie di fondi a impatto, di cosa si tratta?

In ambito ESG, gli investimenti a impatto, accanto ai ritorni finanziari, generano effetti tangibili e misurabili dal punto di vista ambientale e sociale. La maggior parte dei fondi tematici sviluppati da Candriam negli ultimi anni ha l’obiettivo di generare rendimenti interessanti contribuendo, allo stesso tempo, alla tematica individuata, che spesso è strettamente correlata a uno o più obiettivi ESG.
Ad esempio, per quanto riguarda il fondo Oncology Impact gli investitori possono beneficiare dell’esposizione a un segmento in forte crescita all’interno del settore sanitario globale e nel frattempo finanziare la ricerca sul cancro investendo direttamente in società che danno un contributo significativo alla lotta contro questa malattia. Tuttavia, non ci limitiamo solo a generare performance e a contribuire positivamente investendo in società rilevanti.
Candriam, infatti, crea un doppio impatto donando il 10% delle commissioni nette di gestione del fondo a organizzazioni leader nella ricerca sui tumori, con l’obiettivo finale di rendere il cancro una malattia curabile. Per quanto riguarda, invece, il nostro fondo Circular Economy, fino al 10% delle commissioni nette di gestione viene devoluto a un’organizzazione che ricicla i computer usati, destinandoli ai mercati in via di sviluppo.
Nel nostro fondo Climate Action l’approccio è leggermente diverso, ma l’obiettivo è lo stesso: investendo in certificati verdi, oltre che in progetti di riforestazione e di energia solare, il fondo mira  a neutralizzare le emissioni di carbonio delle posizioni di portafoglio sottostanti e ad avere un impatto ambientale (riduzione delle emissioni di carbonio) e sociale (creazione di posti di lavoro locali). In questo modo possiamo davvero dimostrare che investiamo con convinzione in modo responsabile e con impatto positivo.

In un portafoglio diversificato quanto deve essere dedicato ai fondi tematici, che sembrano più volatili di quelli tradizionali?

I mercati azionari globali, in generale, non amano l’incertezza, e la mancanza di visibilità sulla guerra in Ucraina tiene in scacco i mercati azionari e ha colpito anche i fondi tematici. Tuttavia, gli investimenti tematici possono fornire un supporto all’investitore di lungo termine nonostante condizioni di mercato più volatili. L’interesse a investire in aree che non solo beneficiano delle condizioni del momento ma sono anche fonti di crescita a lungo termine è molto importante, e ogni crisi offre dei buoni punti d’ingresso negli investimenti tematici, a un certo punto. Siamo convinti che selezionando le società giuste all’interno di grandi tematiche, un investitore possa generare alfa nella parte satellite del suo portafoglio.
Tuttavia, i tematici non dovrebbero essere utilizzati solo come strategia satellite. Alcuni si adattano perfettamente a un portafoglio come partecipazioni core, dato questo loro orizzonte di investimento a lungo termine. Se dovessimo dare una percentuale, sarebbe compresa tra il 15 e il 25% della parte azionaria.

Cosa vi chiedono di più consulenti e clienti in merito alle tematiche ESG?

Il dialogo su questi temi verte su molteplici aspetti, a partire dal nostro approccio di investimento legato alla sostenibilità, per individuare come gli investimenti ESG possano rappresentare un valore aggiunto in chiave di performance rispetto a un investimento tradizionale.
Consulenti e clienti sono interessati a conoscere i principali driver ESG che creano alfa nei portafogli in termini di performance, ma anche come ponderiamo il peso dei diversi fattori ESG all’interno della nostra analisi o come affrontiamo le tematiche di Governance. Un altro tema di interesse riguarda le nostre attività di engagement, ovvero come interagiamo con le aziende su cui investiamo, affinché adottino comportamenti virtuosi sul piano della sostenibilità.
E richiedono anche dei chiarimenti sulle metodologie che ci consentono di distinguere realmente un titolo o un emittente ESG da uno che invece non lo è, evitando così il rischio greenwashing, oppure sulla differenza tra esclusione dei rischi ESG e inclusione delle opportunità ESG che riguardano le sfide dello sviluppo sostenibile.
Adottare un approccio ESG significa dotarsi di strumenti che consentano di orientarsi in un ambito sempre più vasto, ma in cui è anche possibile farsi distrarre da alternative apparentemente più facili che poi finiscono per condurre verso fenomeni di greenwashing. La cultura in tema ESG deve essere disponibile a 360 gradi, ecco perché in Candriam abbiamo pensato di istituire la Candriam Academy, gratuita e aperta a tutti coloro che hanno interesse in queste tematiche, sia per informazione personale, sia per avere una valida base di partenza per approfondire concetti utili anche a livello professionale.
La Candriam Academy è stata pensata proprio per fare cultura, accrescere la consapevolezza in materia di SRI e dimostrare come i criteri di sostenibilità non siano in opposizione con l’ottenimento di una buona performance. Gli operatori economici svolgono un ruolo importante nel garantire lo sviluppo di un’economia sostenibile e responsabile. Una responsabilità che, in qualità di pioniere negli investimenti SRI, Candriam prende molto seriamente.