Sospettosi e guardinghi: gli italiani non si fidano più delle banche

16 Dicembre 2015, di Alberto Battaglia

ROMA (WSI) – Il rischio che le perdite delle banche potessero pesare sulle casse pubbliche, con danni diffusi sull’intera collettività, non piaceva a nessuno; ma che le perdite si concentrino su risparmiatori più o meno ignari che vedono polverizzato il proprio capitale, forse, piace anche meno.

Almeno stando alle ultime analisi statistiche Demopolis sulla fiducia degli italiani nei riguardi del sistema bancario: dal 30% del 2005 al 10% odierno, passando dal 12% del 2011.

Cresce il sospetto, insomma, fra i cittadini. Di certo non aiutano a migliorare le cose le ultime vicende che hanno colpito, nel salvataggio di quattro istituti bancari, numerosi azionisti e sottoscrittori di obbligazioni subordinate. Sono proprio questi ultimi che, secondo gli annunci del governo, potrebbero ricevere un “ristoro” per il fatto di essere stati raggirati (o meglio, non adeguatamente informati) sui rischi a cui andavano incontro investendo in tali prodotti finanziari. Solo la fiducia nei partiti batte, in peggio, quella nelle banche: è solo al 4%.


Secondo il direttore di Demopolis, Pietro Vento “per il sistema bancario è il punto più basso degli ultimi dieci anni, in coda nella graduatoria di credibilità espressa dai cittadini, poco al di sopra dei partiti politici”.

Sarà proprio la politica a incaricarsi di salvare il salvabile, ossia di garantire che i risparmiatori più deboli ricevano un risarcimento parziale delle perdite: il fondo di solidarietà da 100 milioni si troverà di fronte 329 milioni di perdite in obbligazioni. Va da sé che solo un euro su tre, azionisti esclusi, ritornerà nelle tasche dei risparmiatori.