Per facilitare assunzioni governo ricorre a terrorismo fiscale

11 Luglio 2017, di Livia Liberatore

Il governo è al lavoro su un pacchetto digitale anti evasione da inserire nella prossima legge di Bilancio 2018, che il governo presenterà a ottobre. Un tavolo di lavoro coordinato dal viceministro Luigi Casero, a cui partecipano Guardia di Finanza, Ragioneria e Agenzia delle Entrate, sta studiando il provvedimento.

Fra le misure su cui si discute, l’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica, ora riservato ai fornitori della pubblica amministrazione, anche fra privati e la nascita di in unico documento di vendita telematico che unifichi fatture e ricevute e faccia arrivare tutto a un server centrale. Sul primo provvedimento sarebbero già in corso i contatti con le istituzioni dell’Unione europea, di cui è necessario il via libera.

L’obiettivo principale è quello di disinnescare le clausole di salvaguardia. Il pericolo di un aumento delle aliquote Iva è stato finora scongiurato. L’intento del pacchetto anti evasione è quello di rendere più severe le misure contro l’evasione dell’Iva per ricavarne risorse da dedicare ad altri investimenti. In un Paese dove la pressione fiscale è a livelli altissimi, ad alcuni potrà sembrare una crudeltà. Ma il governo vuole assicurare il rispetto della legge. I soldi in arrivo dalla stretta contro l’evasione sarebbero utilizzati per il taglio del cuneo fiscale sulle assunzioni dei lavoratori under 35.

Le risorse verranno impiegate anche nel rinnovo dei contratti dei dipendenti della Pubblica Amministrazione, su cui insistono i sindacati, Cgil, Cisl e Uil. Il governo prevede che i guadagni della lotta all’evasione possano aumentare anche per effetto dello scambio automatico di informazioni finanziarie tra 97 Paesi che inizierà a settembre.