Sociologo De Masi: “M5S come Pci di Berlinguer”

6 Marzo 2018, di Livia Liberatore

Il Movimento 5 Stelle ha conquistato le periferie, gli operai, i disoccupati, il Sud. La pensa così Domenico De Masi, sociologo esperto di lavoro, vicino ai cinque stelle, in un’intervista a La Stampa. In quanto “nuova forza socialdemocratica” in Italia, il Movimento raccoglierebbe “la stessa base sociale che una volta era del Pci di Berlinguer”.

“Gli elettori del M5S hanno oggettivamente un reddito medio più basso di quelli degli altri partiti, soprattutto al Sud”, si legge nell’articolo, “al di là di come ognuno di loro si collochi in uno spettro destra-sinistra, l’elemento che prevale è la condizione sociale, che in larga parte è quello che si chiamava proletariato”.

Alle elezioni di domenica 4 marzo, il Movimento guidato da Luigi Di Maio ha ottenuto il 32,7% dei voti alla Camera dei Deputati e il 32,2% al Senato, affermandosi come il primo partito in Italia. I cinque stelle hanno ottenuto consensi in particolare al Sud e nelle Isole, nelle quali ha conquistato tutti i collegi uninominali. E si pone ora la questione della formazione del nuovo governo.

Su questo argomento De Masi ha le idee chiare: sarebbe meglio passare un altro periodo all’opposizione per guadagnare esperienza e cercare comunque di portare dei cambiamenti sociali, “come fece il Pci nella Prima Repubblica”, afferma il sociologo. Sull’idea di una possibile alleanza con il Partito democratico, di cui si discute in queste ore, De Masi pensa che avrebbe avuto qualche possibilità “se il Pd fosse rimasto una forza socialdemocratica”.

Ma il Pd “è oggi una forza neoliberista che ha fatto dei grillini il nemico”.