Società pagina 9243
I top manager americani hanno un atteggiamento cauto verso la volatilita’ dei titoli tecnologici, mentre i responsabili finanziari delle principali mille societa’ Usa rimangono fiduciosi sul futuro dell’economia americana.
L’indice delle Blue Chip ha finito per dettar legge su tutti i listini. Nasdaq, dopo aver resistito in territorio positivo per tutta la seduta, cede ai realizzi di profitto e precipita in rosso a pochi minuti dal termine delle contrattazioni.
A meno di due ore dalla chiusura delle contrattazioni, la cessione dell’indice delle Blue Chip supera i 70 punti e gli ordini di vendita finiscono per colpire anche il Nasdaq che ormai si tiene a distanza dalla soglia di parita’ per una manciata di punti.
A meno di due ore dal termine delle contrattazioni, l’indice delle Blue Chip non da segni di ripresa mentre il tabellone elettronico del Nasdaq consolida le posizioni conquistate sin dall’apertura.
Le grandi manovre da fusione che vedono protagoniste le principali compagnie aeree mondiali hanno creato movimento in borsa, ma Andy Serwer, autorevole commentatore della rivista ‘Fortune’, mette in guardia i piccoli investitori.
I mercati virtuali di scambio (exchanges) sono destinati a conquistare il 6% delle contrattazioni commerciali europee del settore business-to-business entro il 2005, favorite dall’aumento degli scambi su Internet.
La crescita del mercato azionario della settimana scorsa non e’ stata seguita dal volume degli investimenti giornalieri. La scivolata e’ stata particolarmente dolorosa per gli investitori iperattivi e per i brokers della rete.
La societa’ americana ha fatto una scoperta rivoluzionaria nella diagnosi e nello sviluppo di farmaci contro il tumore della prostata, male che colpisce ogni anno 200 mila uomini e causa la morte di 40 mila.
Il colosso anglo-olandese Unilever ha dovuto alzare l’offerta a $24,3 miliardi, pari a $73 per azione, per mettere le mani su Bestfoods, la societa’ che controlla i marchi Knorr e Hellmann’s.
Interbrew, la societa’ belga che produce la birra Stella Artois, con un’offerta da $3,3 miliardi, si colloca in posizione di assoluto vantaggio per l’acquisizione della concorrente tedesca Bass.