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La società romana fornisce servizi informativi personalizzati su tutti i mezzi di comunicazione telematici. L’operazione avverrà tramite una offerta pubblica di sottoscrizione e un collocamento privato.
Nel 1999 l’utile netto del Gruppo San Paolo-Imi è stato di circa 2 mila miliardi. Le proiezioni fino al 2003 indicano una crescita stimata nel 50% dell’utile netto e ancora maggiore dell’utile lordo.
Il titolo è stato sospeso per eccesso di rialzo, quando guadagnava il 10% circa a 5,70 euro. L’interesse si è scatenato sulla scia di voci a proposito di una possibile conversione in azioni ordinarie. Mibtel +0,55%. Mib30 +0,50%
L’istituto guidato da Giovanni Bazoli possiede tale quota direttamente o indirettamente come pegno a fonte di finanziamenti concessi ai clienti. Lo si è appreso dalle comunicazioni alla Consob fatte dalla banca.
Le due confermano trattative per acquisire la canadese Seagram. Sul mercato reazioni opposte sui titoli: il primo sale del 4,4%; il secondo lascia il 6,38%. Ma l’andamento “non influenzerà i termini finanziari di un’eventuale intesa”
Il titolo dell’istituto partenopeo sta guadagnando in modo deciso dopo l’annuncio dell’opa San Paolo a 1,53 euro. Molto elevati gli scambi, che hanno già quasi raggiunto i livelli dell’intera giornata di ieri.
Come sta accadendo nel resto d’Europa, anche Milano non sa ancora quale strada imboccare: se quella del rialzo, ispirato dalla buona chiusura del Nasdaq, o quella della prudenza. Cresce il Nuovo Mercato, qualche realizzo sui bancari.
Apertura positiva per le maggiori Piazze europee. Il clima è contrastato: da una parte si avverte la spinta della buona chiusura del Nasdaq; dall’altra c’è il freno dell’attesa dei nuovi dati americani, previsti per oggi.
Dopo una giornata nervosa, con i principali indici di borsa in negativo per tutto il corso della seduta, i mercati hanno ripreso fiato grazie ai cacciatori d’occasioni e alla speranza di una tregua sui tassi. Nonostante i silenzi di Greenspan.
La nuova realta’ dell’e-commerce si chiama iFormation ed e’ il frutto di un accordo da $300 milioni tra i gruppi finanziari Boston Consulting group, General Atlantic Partners e Goldman Sachs.