Sns Bank: ricorso in Olanda non è l’unica soluzione per i risparmiatori italiani

13 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Per gli obbligazionisti che hanno subito danni dalla nazionalizzazione della banca SNS la strada del ricorso in Olanda è solo una via, tra l’altro la più difficile da praticare. E’ quanto sottolinea in un comunicato Assobond, associazione di obbligazionisti, che suggerisce un percorso alternativo, che può procedere parallelamente alla via del ricorso olandese, ovvero quello di valutare le responsabilità dell’intermediario operante in Italia attraverso il quale si è negoziato il titolo.

“L’esperienza insegna che la responsabilità delle banche intermediarie emerge con frequenza da un severo vaglio dei contratti stipulati con i risparmiatori in relazione all’investimento perduto.
La normativa italiana che regola i rapporti fra banca intermediaria e risparmiatore permette di agire per il ristoro del danno operato dalle banche italiane che hanno permesso il collocamento o la negoziazione di obbligazioni SNS non adatte ad alcune fasce di clientela (ad esempio la clientela retail, al dettaglio) con bassi profili di rischio o con una dimensione patrimoniale personale non adeguata all’operazione SNS” si legge nel comunicato dell’associazione, in cui viene specificato che l’associazione invita i risparmiatori italiani interessati dalla vicenda a tutelare i propri investimenti contattando l’associazione per avere, in forma assolutamente gratuita, consulti e pareri legali in merito.

A proposito delle difficoltà dei ricorsi in Olanda, Assobond specifica a questo proposito che nei Paesi Bassi vige una nuova legislazione in materia bancaria che permette l’esproprio del debito subordinato a fronte di una scelta che privilegia la difesa dei correntisti in luogo degli obbligazionisti. Inoltre l’eventuale corrispettivo che lo stato olandese potrebbe riconoscere agli obbligazionisti sarebbe minimo.