Smart working, effetti sulla salute e buone pratiche da adottare

4 Settembre 2019, di Alberto Battaglia

Diversi studi in passato avevano messo in evidenza come lo smart working, o lavoro agile, potesse rivelarsi un potente alleato per la produttività del lavoratore all’interno della sua organizzazione.

Lavorare da casa o in mobilità permette di organizzare i tempi nel modo più affine alle proprie esigenze; e, sul versante opposto, il responsabile ha comunque modo di monitorare le performance realizzate dal dipendente.

Per il lavoratore, poi, eliminare gli spostamenti casa-ufficio e passare più tempo a casa sono elementi che possono favorire l’armonia fra la sfera professionale e quella privata. MioDottore – piattaforma leader in Italia e nel mondo specializzata nella prenotazione online di visite mediche e parte del gruppo DocPlanner – ha indagato gli effetti che lo smart working potrebbe avere sulla salute interrogando due esperti: la dottoressa Monica Pesenti, psicologa di Monza e Brianza e l’osteopata e massofisioterapista modenese Tommaso Sarti.

Secondo Pesenti, le modalità di lavoro agile generano “una maggiore motivazione, autostima e senso di autoefficacia, con un conseguente aumento del benessere psicologico e dell’energia vitale”. Ma non mancano anche alcuni pericoli: infatti, i nuovi strumenti tecnologici, se da un lato agevolano chi lavora da remoto, dall’altro assottigliano il confine tra vita privata e vita lavorativa; con la conseguenza che il lavoratore potrebbe apparire sempre raggiungibile e disponibile agli occhi del suo responsabile.
La possibilità di essere distratti all’interno delle mura di casa, inoltre, non va sottovalutata e richiede chiarezza fra i vari membri della famiglia. Secondo Pesenti creare un luogo di lavoro lontano dalle parti comuni può aiutare, così come scandire l’orario giornaliero con un inizio e una fine, con pause a intervalli regolari. Dopo, il lavoro, poi, non bisognerebbe dimenticare di praticare sport, dedicarsi ai propri hobby o ad attività all’aria aperta.

Per quanto riguarda gli aspetti più propriamente legati al fisico l’osteopata Tommaso Sarti ha messo in evidenza che “l’assenza di vincoli orari o spaziali porta a un aumento delle energie del lavoratore” in quanto “lavorare da casa consente di risparmiare il tempo impiegato per recarsi in ufficio” con la possibilità “di dormire di più ed essere quindi più riposati”.

“Tuttavia, esistono alcuni rischi per il corpo, uno dei principali è la tendenza ad assumere posture errate, sedendosi scomposti su divani e poltrone”, ha aggiunto Sarti, sottolineando la possibile insorgenza di disturbi muscolo-scheletrici.

Ecco il decalogo che lo specialista di MioDottore ha stilato per affrontare positivamente le ore di lavoro da casa.

  1. Posizionare frontalmente monitor, tastiera e tutto il materiale di lavoro;
  2. Utilizzare una seduta ergonomica o il supporto di un cuscino dietro alla regione lombare;
  3. Preferire un tappetino per il mouse con poggia-polsi;
  4. Interrompere l’attività lavorativa più o meno ogni mezz’ora, alzandosi in piedi e camminando per qualche minuto;
  5. Scegliere un ambiente luminoso durante le ore diurne e abbassare la luminosità dei monitor nelle ore serali per non disturbare il sonno;
  6. Non tenere le gambe accavallate per troppo tempo;
  7. Non lavorare in posizioni scomposte su divano o poltrona;
  8. Non tenere oggetti nelle tasche posteriore dei pantaloni;
  9. Non inclinare la testa di lato per sorreggere il telefono durante le chiamate;
  10. Non piegare la testa in avanti per leggere, ma alzare il foglio o il dispositivo elettronico.