“Smart working per sempre”, la proposta di Twitter ai dipendenti

13 Maggio 2020, di Mariangela Tessa

Lo smart working, entrato di forza nella vita di milioni di lavoratori, costretti a lavorare da casa durante la fase di emergenza della pandemia di COVID-19, potrebbe diventare la nuova normalità. E il colosso di social network americano Twitter ne è la prova.

In una nota inviata ai dipendenti, l’amministratore delegato Jack Dorsey, secondo quanto riporta il Guardian, ha spiegato che chi vuole, potrà continuare a lavorare permanentemente da casa, in smart working, anche una volta che sarà passata l’emergenza sanitaria.

“Gli ultimi mesi hanno dimostrato che può funzionare”, sottolinea il Ceo di Twitter, “quindi se i nostri dipendenti si trovano nella condizione di poter lavorare da casa e vogliono continuare a farlo per sempre, faremo in modo che succeda”.

Twitter ha esortato il lavoro in remoto dallo scorso 2 marzo per il coronavirus rendendolo obbligatorio dall’11 marzo. In ogni caso, conclude Dorsey, anche quando riapriremo gli uffici, “sarà fatto in modo cauto e graduale”. Dunque il lavoro da remoto diventa lo standard per il colosso dei social media.

Un esempio che potrebbe essere seguito da molte altre aziende, soprattutto nel settore dei servizi anche nel nostro Paese.

Quello che appare certo al momento è che, “potrebbero essere dunque tra sei e otto milioni i lavoratori coinvolti dallo smart working nei prossimi mesi, tra settore pubblico e privato” si legge in un articolo del Sole 24 Ore, in cui si spiega lo smart working diventerà un diritto per i lavoratori del privato con figli under 14.

“Fino al 31 luglio, data che segna (per ora) la fine dello stato di emergenza legata al Covid-19, i lavoratori dipendenti di aziende private con almeno un figlio entro i 14 anni avranno diritto al lavoro agile anche senza gli accordi individuali previsti dalla legge 81/2017, purché questa modalità sia compatibile con le caratteristiche della loro prestazione. E potranno usare anche computer personali, se gli strumenti informatici non saranno forniti dal datore di lavoro. È una delle previsioni inserite nello schema del Dl Rilancio”.