Siria: usate armi chimiche, Iran prepara piano guerra

16 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

DAMASCO (WSI) – Nuovi indizi sul presunto uso di armi chimiche nel conflitto in Siria arrivano dalla Bbc. Un reportage della tv britannica dalla città settentrionale di Saraqeb ha raccolto testimonianze su attacchi in cui elicotteri delle forze lealiste hanno sganciato almeno due ordigni contenenti gas velenosi.

Ad aprile Saraqeb, a sudovest di Aleppo, è stata obiettivo di un pesante bombardamento dell’artiglieria delle forze del regime di Damasco.

Sintomi

Medici di un ospedale locale hanno riferito alla Bbc di otto persone ricoverate per problemi respiratori: alcuni vomitavano, altri avevano le pupille contratte. Una donna è poi morta e secondo un medico mostrava i sintomi di un’intossicazione da organofosforici. Per fare luce su questo caso sono stati raccolti alcuni campioni che verranno analizzati.

Diversi video raccolti dalla Bbc sembrano confermare le testimonianze, ma è impossibile fare verifiche in modo indipendente. Il regime di Bashar al-Assad ha sempre respinto le accuse sull’uso di armi chimiche.

Il piano dell’Iran

Teheran intanto ha messo a punto un vero piano di guerra con l’impiego massiccio del movimento sciita libanese Hezbollah che riaprirebbe dopo 40 anni il fronte con Israele sulle Alture del Golan.

Secondo la stampa araba l’Iran potrebbe attuarlo in caso di caduta in Siria del presidente Bashar al Assad, suo alleato storico.

Diplomazie al lavoro

Dalle grandi potenze arrivano segnali in direzione opposta, con il segretario
di Stato Usa John Kerry e il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov che si dicono fiduciosi su un risultato positivo della nuova conferenza di Ginevra, in programma in giugno.

Condanna Onu

L’Assemblea Generale dell’Onu ha intanto approvato una risoluzione che condanna le autorità di Damasco e accetta il gruppo di opposizione della Coalizione Nazionale Siriana come parte di una potenziale transizione politica. Il documento ha ricevuto 107 voti a favore, 12 contrari, tra cui Russia, Cina e Iran, e 59 astenuti. In Assemblea Generale nessun membro ha diritto di veto, ma le risoluzioni non hanno valore vincolante.

80mila morti

Sul terreno intanto le violenze continuano e il bilancio del conflitto assomma ormai almeno 80.000 morti. Internet è nuovamente fuori uso in tutto il Paese, secondo l’azienda Usa Renesys Corporation.

Aleppo città al fronte

L’ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) ha detto che i ribelli hanno compiuto un assalto alla prigione centrale di Aleppo, nel nord del Paese, dove sono rinchiusi 4.000 detenuti. Due attentatori suicidi avrebbero fatto esplodere altrettante autobomba contro il muro di cinta del carcere ma le forze lealiste avrebbero aperto il fuoco, anche con elicotteri e carri armati, contro i miliziani dell’opposizione che attendevano all’esterno di compiere un’irruzione. La televisione di Stato ha smentito la notizia. (RaiNews24)