Siria ribolle: azione militare vicina, May a favore

12 Aprile 2018, di Alessandra Caparello

LONDRA (WSI) – Escalation di tensioni attorno alla Siria nelle ultime ore dopo l’attacco chimico a Duma e la risposta che sta preparano l’Occidente con Usa, Gran Bretagna e Francia in prima linea.

Andando nel dettaglio a Londra la premier inglese Theresa May si trova in una situazione di stallo visto la mancanza di numeri a suo favore in Parlamento per poter intraprendere un’azione militare. May ha sì indicato la volontà di un’azione contro la Siria e non ha escluso l’impegno del Regno Unito ad unirsi in un intervento militare coordinato in Siria senza consultare i parlamentari, dopo aver insistito sul fatto che l’attacco con armi chimiche a Douma “non può essere indiscusso”.

Fonti di Downing Street hanno detto che mentre si preme per fare “un passo alla volta”, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, vuole invece un’azione urgente. Alcuni ministri inglesi non si dicono ancora pienamente convinti delle prove contro il regime siriano, ma la maggior parte dovrebbe offrire il proprio sostegno a May secondo cui “tutti gli indizi indicano che il regime siriano è responsabile”.

Senza una maggioranza stabile in Parlamento, Theresa May sarà riluttante a rischiare di subire una sconfitta imbarazzante sull’azione militare, come ha fatto David Cameron nel 2013, quando i laburisti si sono opposti agli attacchi aerei in Siria. In termini tecnici, May però può non passare dai Comuni, ma molti le consigliano di non farlo visto che non avrebbe la forza politica per sostenere uno scontro di questa portata. Però non presentarsi di fronte al Parlamento su una questione tanto rilevante come la guerra può rivelarsi altrettanto pericoloso.

Il leader laburista Jeremy Corbyn ha sostenuto che il “Parlamento dovrebbe sempre avere voce in capitolo sulle azioni militari” e ha messo in guardia contro il rischio di attacchi aerei che degenerano in una “guerra calda” tra gli Stati Uniti e la Siria, la sostenitrice, la Russia. Il leader del LibDem, Vince Cable, a sua volta ha dichiarato:

 “Il governo deve presentare al Parlamento gli obiettivi di ogni azione proposta. Una risposta unilaterale da parte di qualsiasi paese, al di fuori di una strategia più ampia, senza alleati, non è la strada da seguire”.

Ma a differenza di Corbyn, Cable ha segnalato che i LibDem potrebbero essere pronti a sostenere l’azione militare in Siria se May ha un piano coerente e sta lavorando con i partner internazionali.

“L’uso di armi chimiche è una chiara linea rossa, e ci devono essere conseguenze per attraversarlo. La Gran Bretagna è una nazione rivolta verso l’esterno, disposta a fare la nostra parte per sostenere il diritto internazionale”.