Siete proprietari di un negozio? La verità è che non è vostro

19 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Siete proprietari di un negozio? In realtà non avete alcun diritto di proprietà. E’ questo, almeno, quanto sta accadendo dall’altra parte dell’Oceano, negli Stati Uniti, dove la Corte di Appello del Colorado ha emesso una sentenza, secondo la quale i proprietari di una panetteria non hanno alcun potere di controllo sul loro negozio. Pertanto, dovranno continuare a servire una coppia di clienti con cui non vorrebbero aver nulla a che fare.

La corte ha reiterato quanto era stato già affermato nella sentenza di primo grado, in relazione alla causa legale presentata dall’American Civil Liberties Union e del distretto del Colorado facente capo alla stessa associazione, a favore della coppia gay formata da David Mullins e Charlie Craig.

I due si presentarono nella pasticceria Masterpiece Cakeshop della periferia di Denver, a Lakewood, insieme alla madre di Charlie, nel luglio del 2012, per ordinare una torta per il loro matrimonio. Vennero poi cacciati dal proprietario del forno, Jack Phillips, che giustificò il gesto con le proprie motivazioni religiose. Phillips disse alla coppia che quello era il suo metodo standard di business; in precedenza e in diverse occasioni, l’uomo aveva infatti dichiarato che avrebbe preferito andare in carcere, piuttosto che preparare una torta nuziale per una coppia gay.

La coppia aveva pianificato di celebrare il matrimonio nello stato del Massachusetts e poi, di nuovo, in Colorado, stato in cui in quel momento il matrimonio tra membri dello stesso sesso non era stato dichiarato ancora legale. A quel punto la coppia presentò denuncia alla Divisione dei Diritti Civili del Colorado, con l’accusa di discriminazione contro il loro orientamento sessuale, rivendicando i diritti stabiliti nel Colorado Anti-Discrimination Act.

Nel 2014, la divisione reiterò quanto era stato stabilito da un precedente giudice: ovvero, che il proprietario del negozio aveva commesso un reato di discriminazione. Phillips ricorse in appello. Appello che ora ha perso.

“Masterpiece (la pasticceria) rimane libera di continuare a manifestare il proprio credo religioso, inclusa la sua opposizione al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Tuttavia, se vuole operare come locale pubblico e gestire attività all’interno dello stato del Colorado, non può in base al CADA (appunto la legge contro la discriminazione del Colorado) decidere quale cliente scegliere in base all’orientamento sessuale”.

Ma ci si chiede se il vero motivo sia quello della discriminazione e negli Stati Uniti si fa riferimento a un altro caso, riportato da Ryan McMaken nel suo articolo “Discrimation” Isn’s About Religion, It’s About Private Property”.

L’articolo fa riferimento a una legge che è stata firmata ad aprile dal governatore dell’Indiana: si tratta della Religious Freedom Restoration Act, che prende a modello una norma federale e che afferma che il credo religioso di una persona non può essere “sostanzialmente gravato” da leggi contro la discriminazione.

Forte la reazione non solo del mondo della politica, ma anche di quello di diversi colossi, con i CEO di diverse società, tra cui Apple e Salesforce che hanno protestato contro la disposizione, e Salesforce che ha anche annunciato l’intenzione di boicottare parzialmente l’Indiana.

Il caso giuridico si è fatto più complesso, nel momento in cui il governatore Mike Pence dell’Indiana, repubblicano, intimorito dalla reazione delle aziende, ha cambiato la ratio della norma: “Sono arrivato alla conclusione secondo cui sarebbe di aiuto cambiare la legge, per chiarire che essa non dà agli imprenditori il diritto di discriminazione nei confronti di nessuno”.

Tuttavia, nel suo articolo, Ryan Ma, sottolinea che il vero motivo del dibattito in Indiana non è tanto quello religioso, quanto quello che attiene, “semplicemente, al concetto di proprietà privata”.

Da una parte esiste un gruppo che chiede l’espansione dei diritti di proprietà privata; dall’altro lato si chiede un intervento maggiore dello stato per tutelare le imprese. Tim Cook e Marc Benioff, rispettivamente amministratori delegati di Apple e Salesforce, hanno sostenuto la regolamentazione del governatore perchè temono che qualcuno possa utilizzare la sua proprietà in modo che essi reputano offensivo. Ma “la loro vera posizione è che è giusto e legittimo che il governo regoli l’utilizzo della proprietà privata, in modo tale da garantire che essa venga utilizzata solo nei modi che riflettono i valori dei gruppi religiosi o socio-economici di cui fanno parte loro”.

Il risultato è che, “se il proprietario di un appezzamento di terra o di uno strumento non può impedire agli altri di utilizzare quell’appezzamento di terra o quello strumento, allora il proprietario non ha alla fine alcuna proprietà su quello che pensa di possedere. In più, se è privato del diritto di escludere, il “proprietario” è ridotto semplicemente a poco più della figura di un gestore”.

“In pratica, la decisione di escludere è sempre basata su una qualche forma di discriminazione”, dal momento che, “visto che il tempo è scarso, nella vita di tutti i giorni i mercati, i venditori, i commessi, i proprietari di qualsiasi cosa – prendono decisioni discriminatorie sul fare o meno business con i cliente A o il cliente B (…) Una persona può prferire per esempio fare affari con persone più attraenti o più simpatiche. O potrebbe desiderare di fare affari con chi è della sua stessa religione o con cittadini del proprio stato. Di base, tutti sanno che la verità è questa, ma molti accettano che è ruolo legittimo dello stato decidere quali tipi di discriminazioni siano accettabili e quali no. Per esempio, la discriminazione contro persone non attraenti (o persone sporche, vestite di stracci) rimane accettabile. Ma la discriminazione contro una certa etnia no”.

L’autore dell’articolo scrive che: “a prescindere dal gruppo che verrà favorito, l’effetto di qualsiasi legge contraria alle discriminazioni è ridurre la libertà del proprietario e aumentare l’ampiezza del potere coercitivo del governo sulle vite e sul tenore di vita dei proprietari. In più, visto che le leggi contro la discrinazione sono molto dipendenti dal provare gli intenti e le motivazioni, essere alla fine mettono anche il governo nella posizione di indagare i pensieri e le opinioni dei proprietari (di qualsiasi asset si parli).

Fonte: Court to Bakery Owners: You Have No Property Rights

Fonte: “Discrimination” Isn’t About Religion, It’s About Private Property

Fonte: Bills on ‘Religious Freedom’ Upset Capitols in Arkansas and Indiana