Si rivedono i buy a Wall Street, ancora una volta pesanti perdite per gli ultrà ribassisti

14 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) -Chiusura con il segno più la seduta di Wall Street, che recupera in modo netto, spiazzando gli investitori short e chi punta su una correzione del mercato, anticipata molte volte e mai realizzatasi.

Gli investitori guardano al dato sulle vendite al dettaglio di dicembre, cresciuto più delle stime, e a quello sui prezzi all’importazione, invariati il mese scorso. I riflettori intanto sono puntati sul settore bancario, dopo che JP Morgan Chase e Wells Fargo hanno pubblicato i conti del quarto trimestre.

Lo S&P chiude così la migliore seduta dal 18 dicembre con un aumento dell’1,09% a 1.839 punti. Bene anche il Dow Jones che guadagna lo 0,71% a 16.374 punti, il Nasdaq avanza dell’1,69% a 4.183 punti.

Il petrolio ha finito la seduta in rialzo: il contratto con scadenza a febbraio è aumentato di 79 centesimi, lo 0,9%, a 92,59 dollari il barile. Nel frattempo, i titoli di Stato americani continuano negativi con rendimenti in aumento al 2,87% per il benchmark decennale e al 3,8% per il titolo trentennale. Sui mercati valutari, l’euro guadagna a 1,3676 dollari, il biglietto verde avanza a 104,20 yen

Nonostante il recupero odierno, sullo sfondo gli operatori si chiedono se il rally di Wall Street sia arrivato al capolinea. Il pessimismo di Goldman Sachs sull’azionariato Usa (si aspetta un calo del 10% dello S&P 500 nel 2014) insieme alle attese per una fine della politica accomodante delle Fed, alimentano le preoccupazione su una prossima correzione.

Per Dan Greenhaus, chief strategist di BTIG: “Non è stato un grande inizio d’anno, ma i guadagni hanno uno strano modo di invertire questi tipo di trend. Così, mentre non abbiamo fretta di alzare il nostro target price sullo S & P 500 sulla scia del rafforzamento di dicembre, non vediamo alcuna debolezza nel mese di gennaio. ”

“Gli investitori vogliono vedere bilanci societari solidi prima di tornare a essere aggressivi. La gente non vuole entrare sui massimi senza avere maggiore chiarezza sull’andamento degli utili” ha aggiunto Mike O’Rourke, strategist di JonesTrading.

A tenere banco oggi sono i bilanci di alcuni dei big della finanza. Si parte da Jp Morgan Chase (+0,09), che ha accusato una flessione dell’utile 2013 del 16% a 17,9 miliardi di dollari, livello inferiore alle attese del mercato. Il risultato ha risentito degli oneri sostenuti dalla banca d’affari per pagare le spese legali per le numerose cause legate alla crisi immobiliare. Nel solo quarto trimestre Jp Morgan ha visto calare il profitto del 7% a 5,3 miliardi (1,3 dollari per azione). Anche in questo caso il risultato e’ stato al di sotto delle previsioni. Negli ultimi tre mesi dell’anno passato l’istituto ha registrato ricavi per 23,16 miliardi, in ribasso del 2%.

Sul fronte macro, le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono aumentate in dicembre dello 0,2%, un decimo in più delle attese degli analisti. Al netto della componente auto, che nel mese ha registrato una flessione dell’1,8%, l’indice è invece cresciuto dello 0,7%. Per l’intero 2013, le vendite al dettaglio hanno fatto registrare un rialzo del 4,2% in rallentamento rispetto al +5,4% del 2012 e al +7,5% del 2011.

Sono invece rimasti invariati a dicembre i prezzi all’importazione negli Stati Uniti. E’ la stima del dipartimento del Lavoro che arriva dopo due mesi consecutivi di calo. Le attese erano di +0,3%. Escludendo i prezzi del greggio i prezzi sono rimasti ugualmente invariati in quanto l’incremento dei prezzi dei beni alimentari e’ stato compensato dai cali dei beni capitali, auto e beni di consumo. Su base annua i prezzi di beni e servizi importati negli Stati Uniti sono calati dell’1,3%.

Gli investitori guardano i dati economici per avere delle indicazioni sulle prossime mosse della Federal Reserve, che lo scorso mese ha messo in atto un taglio sul piano di stimoli. La Fed, che si riunisce il prossimo 28-29 gennaio, il mese scorso ha annunciato una riduzione nel suo programma di acquisto di bond mensile, citando una ripresa nel mercato del lavoro.

Sul fronte delle notizie societarie, Google (+2,3%) mette a segno un altro colpo sul versante delle acquisizioni, aggiudicandosi una società specializzata sulla produzione di sensori e termostati comandabili a distanza.

Nest è stata rilevata per ben 3,2 miliardi di dollari. “Sfornano prodotti entusiasmanti, ha spiegato l’amministratore delegato Larry Page: valvole che consentono di risparmiare energia e allarmi anti fumo e monossido di carbonio che ti aiutano a rendere più sicura la casa”.

Sul Dow Jones Intel si conferma miglior titolo sul listino con un aumento del 3,88% dopo che gli analisti di Jp Morgan hanno alzato il rating da “neutral” a “overwight” e il target di prezzo da 20 a 29 dollari per azione.

Sugli altri mercati, euro poco mosso questa mattina sui mercati valutari. La divisa unica viene scambiata a 1,3667 dollari contro gli 1,3678 della chiusura di New York di ieri sera. L’euro vale inoltre 141,75 yen (+0,67%) e 1,2336 franchi svizzeri (+0,37%).

In ambito di commodities, quotazioni del petrolio sostanzialmente stabili. I futures sul greggio con consegna a febbraio vengono scambiati a $92,10 al barile in progresso dello 0,33% rispetto alla chiusura di ieri di New York. Oro in calo dello 0,22% a 1.248,40 dollari l’oncia, si allontana dai massimi di un mese.